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MANOVRA: AL VIA IL PIANO TRIENNALE, UNA FINANZIARIA EUROPEA

Parte ufficialmente oggi la rivoluzione sul fronte dei conti pubblici italiani.
Niente piu' l'''obsoleto Dpep'' ma una finanziaria triennale da approvare, negli auspici del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, entro l'estate.
Mentre nella classica sessione di settembre il Parlamento concentrera' la sua attenzione sul federalismo fiscale, tanto caro a Umberto Bossi e a tutta la Lega Nord.
Una manovra da 13 miliardi per il 2009 e di circa 35 miliardi di euro nel triennio.
Alla base della nuova filosofia economica del titolare del Tesoro, gli occhi puntati di Bruxelles sullo state di salute del bilancio italiano.
La Commissione europea ha, infatti, abrogato la procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese ma ha anche messo in guardia dall'elevato debito accumulato dall'Italia.
Il debito, al momento, ammonta al 104% del Pil, il piu' alto di tutti gli altri stati membri.
Per giunta, dopo un trend positivo di discesa, passando dal 121% del '94 al 104% del 2004 si e' poi assistito ad una inversione di tendenza, con il debito che e' salito al 106% nel 2005 ed al 106,5% nel 2006.
Ma che secondo i parametri di Maastricht non deve superare il 60% del prodotto interno lordo.
Insomma siamo sotto controllo delle autorita' comunitarie, anche se il parametro piu' importante, il rapporto deficit/pil, resta confermato per il 2008 al 2,4%.
Tendenzialmente, il dato punta al 2,5% ma con la manovrina immediata che il governo si accinge a varare rientrera' nella previsione originaria (per Maastricht il tetto e' il 3%).
In particolare, gli interventi per il 2009 sono la classica manovra che agisce sul versante delle entrate e quello delle spese.
Circa 4 miliardi arriveranno da misure che riguardano banche, assicurazioni ed energia (la cosiddetta Robin Tax).
Circa 9 miliardi proverranno dalla riduzione della spesa pubblica con tagli, tra l'altro, a Comuni, Province e sanita'.
Gli obiettivi di lungo termine sono, inoltre, il ritorno al nucleare, lo sviluppo della banda larga, la semplificazione burocratica, la riforma del processo civile con l'introduzione del fascicolo elettronico.
La manovra, comunque, al di la' delle singole misure, non sembra scontentare piu' di tanto le parti sociali mentre le istituzioni locali ritengono gli interventi difficili da sostenere.
Il governo, intanto, ha incassato il si' di Confindustria, artigiani e commercianti, tranne qualche distinguo sulle tasse ai petrolieri.
Piu' cauti i sindacati, con l'eccezione della Cgil che ha bocciato la finanziaria.
La Cisl e' infatti preoccupata per i tagli agli enti locali che potrebbero far nuovamente decollare le tase ma e' favorevole alle misure nei confronti di banche, assicurazioni e petrolieri.
La Uil si e' detta interessata al rinnovo dei contratti ed il governo ha assicurato che trovera' le risorse.
Piu' che sulla manovra, infatti, il massimo sforzo sindacale sara' concentrato in questo periodo sulla riforma della contrattazione che riprende proprio oggi.
Sara' in quella sede che andranno trovate soluzioni per riequilibrare il potere d'acquisto dei salari in primis ma conseguentemente anche delle pensioni.
Cosi' l'opposizione, specialmente il Pd, e' attualmente impegnata in una approfondita discussione interna.
Ed il vero tema di confronto saranno le riforme istituzionali e la giustizia piu' che la finanziaria.
La manovra triennale avvia, pertanto, un nuovo ciclo nei rapporti tra governo e parti sociali e con le stesse forze politiche.
Si cambiano le tradizionali e ormai usurate tempistiche parlamentari.
Soprattutto si apre, da subito, una linea di credito nei confronti di un'Europa che non si e' mai fidata tanto dell'Italia, destra o sinistra al governo.

Approfondimenti:
Il sito del Governo
Ministero delle Finanze
La Camera dei Deputati
Il sito Europa
Il sito ISVAP
Il sito dell'Ania
Ministero della Sanità
Organizzazione Mondiale della Sanità
Confindustria
Il sito CGIL
Il sito CISL
Il sito UIL
Il sito dell'INPS
Credito on line