@®
Publiweb

@®
Publiweb


IMMIGRATI: DIRETTIVA UE, DETENZIONE E ESPULSIONE MINORI PUNTI DISCUSSI

Possibilita' di detenzione fino a 18 mesi, divieto di reingresso per cinque anni e autorizzazione ad espellere anche i minori: sono i punti piu' controversi della direttiva sui rimpatri, approvata oggi dall'Europarlamento di Strasburgo.
Il testo si basa sul principio di ''ritorno'' per tutti i clandestini in situazione di irregolarita' (con la sola esclusione dei richiedenti asilo), sia verso il paese di origine, sia verso un paese di transito con il quale siano stati stretti degli accordi.
Il ''sans papier'' avra' un tempo fra i 7 e i 30 giorni per andarsene volontariamente, tempo che potra' essere allungato in modo ''appropriato'' in alcune circostanze, come nel caso della presenza di minori in eta' scolastica o altre ragioni familiari e sociali.
Nel caso di ''rischio di fuga'' o di rifiuto dell'espulsione, e' previsto l'arresto e la detenzione fino ad un massimo di 18 mesi.
Il testo prevede comunque la possibilita' di accesso ai centri di detenzione da parte delle organizzazioni non governative, la possibilita' di fare ricorso contro l'espulsione e il diritto dei clandestini all'assistenza giuridica.
Attualmente la detenzione non prevede limiti in sette paesi europei (Danimarca, Estonia, Finlandia, Lituania, Olanda e Gran Bretagna).
I paesi con la normativa piu' favorevole, come la Francia (dove la detenzione e' consentita per un massimo di 32 giorni), non saranno obbligati ad allinearsi, cosi' come Irlanda, Gran Bretagna e Danimarca, i tre stati che beneficiano della totale sovranita' interna per questioni legate alla giustizia e agli affari interni.
L'espulsione comportera' automaticamente un divieto di ingresso nella Ue per un massimo di 5 anni, che potrebbero aumentare in caso di ''minaccia grave'' per l'ordine e la sicurezza.
Anche i minori, accompagnati o meno dalla famiglia, potranno essere rinchiusi nei centri di detenzione.
La direttiva vuole garantire la possibilita' di ''accesso all'educazione'' e chiede agli Stati membri di tenere conto ''dell'interesse principale del bambino'', ma autorizza l'espulsione dei minori non accompagnati anche verso paesi dove non siano presenti ne' un tutore, ne' i familiari, ma solo ''strutture d'accoglienza adeguate''.

Approfondimenti:
La Camera dei Deputati
Il sito dell'Eliseo