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EDITORIA: BONAIUTI, EQUITA' E SEMPLIFICAZIONE, ECCO I PROVVEDIMENTI

Il sottosegretario all'Editoria, Paolo Bonaiuti, ha annunciato oggi in un'audizione davanti alla Commissione Cultura della Camera, una serie di misure che costituiranno le linee-guida di una proposta di legge finalizzata a rivedere il rapporto tra sistema pubblico e editoria privata.
Sotto l'insegna del ministero della semplificazione legislativa, Bonaiuti intende rimettere mano a una normativa che e' stata oggetto del tentativo di revisione del suo predecessore dell'Unione, Ricardo Franco Levi.
Un lavoro che non andra' disperso, assicura Bonaiuti.
Il dispositivo di legge dovrebbe essere molto snello e contenere principalmente un dispositivo che rimanda a un regolamento da emanare entro 60 giorni, con l'obiettivo di semplificare e riordinare l'erogazione dei contributi pubblici, tenendo conto dell'evoluzione multimediale del mercato ma anche delle istanze di equita' sollevate da inchieste giornalistiche che hanno denunciato meccanismi di assegnazione incongrui e aleatori, come quello che determina l'assegnazione dei fondi pubblici ai mezzi di carta stampata in base alle copie stampate.
Bonaiuti punta alla semplificazione del calcolo e della documentazione necessaria per accedere al contributo, assicura rimborsi celeri (entro un anno) ma costituiranno prova per maturare il diritto al contributo l'effettiva distribuzione e la messa in vendita della testata e non solo la dichiarazione di quanto stampato che valeva in precedenza.
Per i contributi diretti il governo intende mantenere quelli a fondo perduto, ma non a pioggia, restringendo in base a criteri stabiliti con l'opposizione, l'elenco dei percettori.
I contributi indiretti vanno invece valorizzati, assicura Bonaiuti, perche' non alterano le condizioni di base del mercato.
I criteri del credito agevolato, del credito d'imposta e le agevolazioni tariffarie saranno in questo senso oggetto di revisione da parte del legislatore con un rifinanziamento ''intelligente'' e in collaborazione con i tecnici del ministero dell'Economia.

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