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CALCIO/EURO2008: DOMENICA LA SPAGNA.
SCOMPARE IL FANTASMA DI LIPPI


Donadoni davanti a microfoni e taccuini, giocatori a godersi il primo intero giorno di liberta'.
Parole e sensazioni azzurre il giorno dopo Italia-Francia.
Il clima e' cambiato, la tensione della vigilia del match con i transalpini un pallido ricordo, il fantasma di Lippi, per ora, spazzato via come le nuvole che hanno abbandonato Baden, illuminata da un insolito sole.
Il 2-0 ha rimesso in carreggiata la locomotiva azzurra: non solo i quarti conquistati ma una ritrovata convinzione nei propri mezzi.
Mai persa, a sentire Donadoni.
''Io non avevo dubbi, quest'Italia e' una squadra che puo' battere chiunque''.
Orgoglio da ct, che rivendica la differenza tra la sua Italia e quella vincente di Berlino.
''Io non conosco lo spirito dei Mondiali ma conosco lo spirito di questi ragazzi.
Uno spirito che ci ha sempre accompagnato da due anni a questa parte.
In certe partite si puo' notare di piu', in altre meno, ma e' sempre stata una componente importante di questo gruppo''.
Gia', il gruppo.
Gli azzurri, Gattuso in testa, si sono stretti attorno al tecnico.
E lui ricambia: ''Fra noi c'e' qualcosa di speciale, una simbiosi che va al di la' del rapporto tra un tecnico e un giocatore.
A qualcuno non piace, ma a me va bene cosi'''.
Sereno e calmo, il ct ha un pensiero anche per i tanti 'aficionados' dell'ultima ora: ''Quando si vince c'e' una certa tendenza a dover accettare gente sul proprio carro, ma noi lo facciamo volentieri''.
Magnanimo, non avrebbe avuto occasione di esserlo in caso d'eliminazione.
E lo sa.
''Non nascondo che davo per assodato un certo tipo di comportamento se le cose non fossero andate bene, tutto qui''.
Poche parole per liquidare il fantasma di Lippi.
''Vado avanti per la mia strada e faccio quello che devo fare insieme ai miei ragazzi, al mio staff con l'aiuto della Federazione e del presidente Abete - aggiunge Donadoni - che anche ieri ha fatto un discorso, non di prassi, alla squadra.
Ci ha dato gli stimoli giusti, usando parole che hanno contribuito ad arrivare al risultato''.
E il presidente federale anche oggi ha confermato la linea fin qui tenuta.
''Siamo tutti sulla stessa barca, cerchiamo di andare il piu' avanti possibile in questo Europeo''.
Per non fermarci c'e' da superare l'ostacolo Spagna, domenica sera a Vienna, prima volta in Austria della nazionale nel torneo dopo le tre gare in terra elvetica.
Donadoni teme le furie rosse, da affrontare per giunta senza gli squalificati Pirlo e Gattuso.
''La Spagna e' una squadra tosta e difficile, di quelle che se non sai prendere nel modo giusto ti fanno arrivare un attimo dopo.
Ma come abbiamo tenuto botta alla Francia, cosi' faremo con la nazionale iberica''.
Parola di Roberto Donadoni, prima di salutare tutti per andare a giocare a golf.
Oggi giornata di riposo anche per lui, mai come questa volta meritato.

Approfondimenti:
Il sito dell'Eliseo
Istat