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AEROSPAZIO: VERSO UN DISTRETTO INTERREGIONALE PIEMONTE-PUGLIA

Entro il mese di settembre nascera' il distretto interregionale dell'aerospazio.
Tra la filiera piemontese e quella pugliese del settore sono infatti in corso contatti per unire gli sforzi per competere con le aree internazionali specializzate.
''Il mio obiettivo - ha detto oggi il presidente di Finpiemonte Mario Calderoni che e' anche presidente del comitato per il distretto dell'aerospazio a Torino - e' quello di annunciare un accordo forte in occasione della convention di settembre dell'alenia che si svolgera' a Venaria''.
Oggi all'Unione industriale di Torino, rappresentanti delle imprese e delle istituzioni delle due aree si sono incontrati per discutere delle possibili sinergie.
Ma gia' da qualche mese, ha rivelato Michele Capriati, coordinatore del rapporto sulla filiera aerospaziale dell'Agenzia pugliese, tre quattro aziende piemontesi del settore stanno valutando investimenti in Puglia.Andrea Romiti, presidente dei giovani industriali dell'Ui di Torino e rappresentante del comitato per il distretto Aerospaziale ha ricordato come l'aggregazione nell'area torinese favorita dalla collaborazione tra imprese istituzioni e universita', stia funzionando su tre progetti specifici, il Great 2020, (motori a basso impatto ambientale) lo Smat (velivoli senza pilota) e Steps (nuovi sistemi per l'esplorazione aerospaziale).
Oggi il distretto torinese puo' contare su 5 grandi iaziende (Thales Alenia, Alenia Aerospace, Avio, Galileo Avionica e Microtecnica) con 6 milinardi di fatturato e 6500 addetti, e 200 imprese , di cui 150 manifatturiere e 50 di servizi, per 2 miliardi e 10mila addetti impegnati in senso stretto nell'aerospazio (su 3 miliardi e 15mila addetti complessivi).
Altrettanto dinamico il territorio pugliese dove operano pero' molte meno imprese: Alenia Aeronautica e Alenia Composite(aerostrutture), Avio (motoristica), Agusta Westland (elicotteri), Space Software (spazio e elettroavionica), oltre a una ventina di altre imprese per 3.800 addetti complessivi (di cui tremila nelle grandi aziende), che saglgono a 4500 con le attivita' esternalizzate, per un giro d'affari di 700milioni .
Importante il contributo della ricerca con 950 ricercatori di cui 400 nelle grandi imprese, 300 nelle sedi universitarie, 200 nei laboratori prevalentemente brindisini, 50 nelle pmi.

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