PAPA: DOMENICA 'ANGELUS' DI SOLIDARIETA' PER ALLONTANARE 'CASO ROMA'
Il classico
l'appello lanciato dal Vicario di Roma, card.
Camillo Ruini,
a recarsi in massa alla preghiera con Benedetto XVI per
testimoniargli ''solidarieta' e vicinanza'' dopo la mancata
visita all'universita' La Sapienza, le adesioni di politici,
partiti e movimenti, infatti, sono fioccate numerose: da
quella di Alleanza Nazionale (che gia' aveva lanciato
l'iniziativa subito dopo l'annuncio della rinuncia,
mercoledi' scorso) a Forza Italia, a molti cattolici del Pd.
E non solo, vista la mobilitazione di parrocchie,
associazioni e movimenti che vanno dalle Acli all'Agesci ai
Focolarini, per citarne giusto alcuni.
Malgrado l'affollarsi di testimonianze di solidarieta'
raccolte in questi giorni, sembra quasi che, in questi ultime
settimane, il terreno piu' difficile, per il papa, sia
diventato proprio il suo cortile di casa: la citta' di Roma.
Tutto era cominciato lo scorso 10 gennaio quando durante
l'udienza di inizio anno agli amministratori di Lazio, Roma e
provincia, il pontefice aveva parlato del ''gravissimo
degrado'' di alcuni quartieri della capitale.
Ne era esploso
un caso politico di tali proporzioni che, per placarlo, il
Vaticano era dovuto ricorrere all'inusuale mossa di precisare
in una nota che il discorso di Benedetto XVI era stato
oggetto di ''strumentalizzazioni politiche''.
Parlando al
corpo di polizia presso il Vaticano lo stesso giorno, il
pontefice faceva anche un conciliante accenno alle
''autorita' che hanno cura di rendere la citta' di Roma
sempre piu' bella e accogliente''.
Caso rientrato, ma il nuovo grattacapo 'romano' del
pontefice scoppiava pochi giorni dopo, quando i giornali
rilanciavano con grande evidenza la lettera di 67 professori
dell'universita' La Sapienza (dove papa Ratzinger si sarebbe
dovuto recare in visita, in occasione dell'apertura dell'anno
accademico, per inaugurare la restaurata cappella
universitaria) e che giudicavano ''inopportuna'' la visita.
Il putiferio che ne e' seguito ha convinto, come si sa, la
Santa Sede ad annullare l'incontro, per togliere ''ogni
pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate
incresciose per tutti'', come ha scritto il Segretario di
Stato vaticano, card.
Tarcisio Bertone, al rettore Renato
Guarini.
Ma anche se l'opposizione alla visita del papa era
probabilmente minoritaria all'interno dell'ateneo romano, e
sicuramente in citta', deve aver colpito l'acrimonia degli
animi davanti ad un evento che, prima delle polemiche, era
considerato Oltretevere di ordinaria amministrazione.
Interpreteva forse bene l'animo di molti romani don Vinicio
Albanesi, prelato impegnato nel campo sociale e considerato
tra le 'ali' avanzate della Chiesa italiana, che in una
lettera invitava il papa a rinunciare alla visita ''in primo
luogo perche' non la vogliono.
Vada altrove, - scriveva don
Albanesi - come fece Gesu', quando lo respinsero.
Non se ne
abbia a male e non si lasci impressionare dai cosiddetti
scienziati che hanno sottoscritto l'appello contro la sua
visita''.
Anzi, consigliava il sacerdote, ''giovedi' vada a
trovare qualche povero cristo, ammalato o sofferente.
Non dia
retta a chi le suggerisce di non cedere: cadrebbe nella
trappola dei poteri''.
Ma c'e' anche un altro 'grattacapo' che la Citta' Eterna
da' al pontefice di questi tempi: la sostituzione proprio del
Vicario per Roma.
Il card.
Camillo Ruini e' prossimo a
compiere i 77 anni e dopo aver esercitato per un ventennio un
ruolo decisivo nella vita pubblica italiana, sembrava pronto
a farsi da parte.
Ma le ultime settimane hanno smentito
questa ipotesi: dall'aperto sostegno alla moratoria
sull'aborto lanciata da Giuliano Ferrara all'invito
all'Angelus di Domenica, dall'intervista al Tg5 a quella al
Corriere della Sera, il card.
Ruini e' piu' presente che
mai.
Per il pontefice, e per il Segretario di Stato card.
Bertone, che da quando c'e' Angelo Bagnasco alla guida della
Cei ha scelto di avocare a se' i rapporti con la citta' e con
l'Italia per vent'anni gestiti da Ruini, una ''questione
romana'' in piu' da risolvere.
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