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MASTELLA: DI PIETRO, BASTA FARE POLITICA CON IL MERCATO DEL VOTO

''La questione che dobbiamo porci non non e' giunta l'ora che non si faccia piu' politica cercando il consenso attraverso il mercato del voto, attraverso la lottizzazione, il nepotismo, il familismo, il clientelismo, se la politica deve tornare servizio o se la politica deve rimanere un'occasione di conquista di potere, in questo caso di conquista del mercato del voto''.
Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro e' tornato oggi sul suo blog sul caso Mastella.
''La politica nella Prima Repubblica, per finanziarsi, ricorreva al sistema delle tangenti, cioe' a finanziamenti illeciti ai partiti o direttamente a uomini politici - argomenta l'ex Pm - in cambio si elargivano favori, come per esempio appalti, commesse di favore, incarichi di ruolo, soprattutto nell'imprenditoria.
C'era un anomalia, e cioe' che non sempre le imprese migliori vincevano le gare, e i partiti, avendo soldi a disposizione, avevano la possibilita' di poter avere piu' successo elettorale anche non facevano una politica migliore rispetto ad altri''. ''Nella Seconda Repubblica, quella dopo Tangentopoli, il sistema si e' ingenierizzato - rileva Di Pietro - non si commettono piu' reati, ma si occupa direttamente il potere negli uffici pubblici e nelle amministrazioni, dando incarichi e ruoli a persone di propria appartenenza e propri amici, in modo che questi poi possano controllare i cosiddetto mercato del voto.
Le mazzette non girano piu' in modo sistematico come una volta, perche' se queste mazzette dovevano essere destinate ad avere soldi per finanziare il partito, adesso invece, mettendo gli uomini giusti nei posti giusti si fa in modo di convincere poi tutte le persone che dipendono, che agiscono e che interagiscono con queste 'persone giuste' (presidenti delle ASL, presidenti dei vari uffici pubblici e quanto altro) a votare per il partito di rappresentanza.
Ecco quindi che si fanno assunzioni a iosa. Vedete la questione rifiuti in Campania, dove c'e' il piu' alto tasso di spazzini e il piu' alto tasso di sporcizia''. ''In una situazione di questo genere - prosegue il leader di Idv - il problema non e' tanto giudiziario.
Personalmente ritengo difficilmente probabile che la signora Mastella abbia messo paura a Bassolino, ma credo piuttosto che in uno scambio di ruoli riposti ('tanti posti a me' reclamava l'Udeur, tanti posti il Partito Democratico e tanti posti un altro partito) si siano arrabbiati tra di loro, ma da qui a dire che il fatto sia penalmente rilevante e' difficile da dimostrare''. Red-Cer/mcc/alf