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L.ELETTORALE: MARTEDI' SI RIPARTE - CENTRODESTRA SI PRESENTA DIVISO

Martedi' prossimo 22 gennaio riprende elettorale.
Una ripresa dei lavori, dopo la presentazione del testo base lunedi' scorso, che non potra' prescindere dal considerare la decisione a favore dei referendum elettorali presa dalla Corte Costituzionale l'altro ieri.
Un pronunciamento, quello della Consulta, che sembra aver ulteriormente frastagliato il fronte politico, in particolare il centrodestra.
Ieri e' sceso in campo con tutta la sua forza Silvio Berlusconi, che ha chiesto a Walter Veltroni di tornare al Vassallum, ad un sistema elettorale cioe' piu' maggioritario spiegando che con la bozza Bianco si e' aperto troppo ai proporzionalisti.
L'ex premier, mettendo in evidente imbarazzo almeno una parte del centrodestra, e' stato chiarissimo: o si torna ai principi su cui si era trovato l'accordo con il segretario del Partito democratico oppure non c'e' alternativa al referendum.
La speranza di Berlusconi comunque e' che si faccia in tempo a cambiare la legge.
Ma nel caso questo non fosse possibile, l'ex presidente del Consiglio ribadisce la bonta' - fatti salvi alcuni aggiustamenti - del sistema attuale.
''Spero si vada immediatamente ad un accordo senza perdere tempo - ha detto oggi prima di partire per Milano - oppure andare a votare con quella attuale, che come ho gia' detto e' una buona legge elettorale''.
Da Veltroni, dopo le sollecitazioni rivoltegli ieri, ancora non sono arrivate risposte, fa sapere lo stesso Berlusconi.
Comunque, ha sostenuto che ''questa e' una buona legge e in una settimana Camera e Senato possono portare il premio di maggioranza da regionale a nazionale e potremmo avere una legge assolutamente efficiente''.
In ogni caso sulla legge elettorale, ha chiarito Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi per sgombrare il campo da ogni equivoco, ''noi non abbiamo mutato nessuna posizione, l'hanno mutata gli altri''. Riguardo al referendum, Bonaiuti ha affermato di non sapere se ci si arrivera', ''non faccio il profeta''.
Certo, ha continuato, che ''l'elemento nuovo che si e' introdotto con la pronuncia a favore del referendum e' li'.
Noi l'abbiamo sempre detto, preferiamo un accordo in Parlamento''. I quesiti approvati dalla Consulta restano per Alleanza Nazionale la strada maestra per una nuova legge elettorale. Non e' difficile immaginare quindi quanto poco siano state gradite in via della Scrofa le parole di Berlusconi.
Nel caso si arrivi, come da accordi Cavaliere-Veltroni, al Vassallum questo significherebbe, non hanno dubbi Fini e i suoi, la fine del centrodestra.
Quindi il referendum su tutto. Diversa la posizione dell'Udc, che sembra invece mostrare cauta attenzione alla posizione espressa da Berlusconi. D'altronde il partito di Casini considera da sempre la bozza Bianco, certo da modificare in alcuni punti, una buona base di partenza per arrivare alle nuove regole elettorali. La Lega, dal canto suo, sostiene che la strada piu' probabile e' si' quella delle elezioni anticipate ma da tenersi dopo il referendum.
Bianco, con la sua bozza, ha svolto, dice Calderoli, ''il ruolo della Penelope tessendo e scucendo la tela che avrebbe dovuto evitare il referendum''. Insomma posizioni non coincidenti nel centrodestra, che si specchiano in una situazione altrettanto diversificata nel centrosinistra.
Molti partiti poi, sia da una parte che dall'altra, guardano con diffidenza alla liaison Berlusconi-Veltroni.
Con il risultato di allontanare, forse, il varo di una nuova legge elettorale e avvicinare sempre piu' le date del referendum e delle elezioni anticipate. fdv/mcc/ss