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L.ELETTORALE: GUZZETTA, POLITICI ORA DEVONO DIRE QUALE MODELLO VOGLIONO

Sul tavolo della riforma elettorale non possono non rispondere: quale modello di sistema elettorale pensano di adottare.
Una risposta che non puo' essere ''qualsiasi'' ma coerente ai quesiti referendari se si vuole evitare la consultazione popolare. E' quanto afferma il costituzionalista Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato per i referendum elettorali, augurandosi che il referendum non venga effettuato ''perche' si e' fatta una buona legge elettorale''. D - Lei, apprendendo la sentenza della Consulta, ha fatto un appello ai soggetti politici.
Cosa chiede? GUZZETTA - ''Ho chiesto che i leader politici che si esprimano con chiarezza su quale modello di riferimento.
La Corte Costituzionale nell'ammettere i referendum ha chiuso una fase preparatoria del processo referendario.
Noi abbiamo prima raccolto 820 mila firme e ora abbiamo il riconoscimento della legittimita' della legittimita' della nostra iniziativa anche da parte della Corte sul piano costituzionale.
A questo punto la politica non ha piu' titolo per decidere se il referendum e' una cosa legittima o meno e se sia possibile o no.
L'unica cosa che e' richiesta alla politica e' di esprimere se hanno la capacita' di fare una riforma elettorale che eviti ul referendum, nel senso che ne raccolga l'ispirazione, che vada cioe' nella direzione chiesta dai cittadini.
Altrimenti dal punto di vista politico e costituzionale i cittadini hanno ormai acquisito il diritto di pronunciarsi''. D - Che giudizio da rispetto alle posizioni di questi giorni e alla bozza Bianco? GUZZETTA - ''Quello che emerge dal dibattito parlamentare per ora va in direzione esattamente opposta al referendum e noi abbiamo semplicemente detto che questa direzione essendo antitetica al referendum, richiede chiarezza''. D - Crede che le forze politiche troveranno un accordo per varare una legge elettorale, magari solo per evitare la consultazione referendaria? GUZZETTA - ''Sarebbe un atteggiamento molto miope.
In Italia abbiamo una situazione molto preoccupante.
Da una parte una situazione economica allarmante a cui si aggiunge un dato politico di convulsione.
In questi giorni infatti vediamo una classe politica in grande difficolta', in balia della magistratura c, insomma un clima preoccupante.
Di fronte a questa situazione e al rischio fortissimo che si alimenti una reazione antipolitica, o la politica riesce ad uscirne con un colpo d'ali dimostrando carattere e capacita' reattiva.
Se pero' si arrocca in una difesa di se stessa, la politica rischia di essere travolta.
Questo sarebbe comunque un male per il Paese. D - Ci saranno conseguenze dalla vicenda Mastella? GUZZETTA - Piu' che gli aspetti giudiziari e' la considerazione che un certo modo di fare politica sia legittmo e normale, nel senso che la politica possa decidere, direttamente o indirettamente, chi possano essere i primari negli ospedali.
E' questo ad essere preoccupante.
Influira'? E' evidente a tutti che senza una macchina che funziona e senza istituzioni che funzionino questi problemi non possono essere risolti''. min/mcc/ss