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GIUSTIZIA: IL GIORNO DI MINERVA (COMMENTO)

Dopo gli arresti domiciliari del Clemente Mastella, lui stesso indagato, e' arrivato l'ennesimo rinvio a giudizio per il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, e la condanna in primo grado del Governatore della Sicilia, Salvatore Cuffaro.
Al di la' dei gravi riflessi di queste vicende sia a livello nazionale che locale, questa escalation giudiziaria ha certamente l'effetto di disorientare l'opinione pubblica gia' spettatrice di una stagione politica affatto edificante. Senza entrare nel merito delle indagini e delle condanne, e pur tenendo conto di un certo protagonismo di alcuni procuratori, non e' un paese normale dove in appena due giorni dal fronte giudiziario sono piovute azioni tanto gravi verso i politici.
Sono passati poco piu' di 15 anni da ''Mani pulite'' che ha sconvolto l'assetto dei partiti di allora e oggi ecco che la magistratura torna di nuovo ad essere protagonista di un altro cambiamento.
Ieri erano state le tangenti a fare implodere il sistema politico, oggi nella seconda repubblica e' la volta degli sperperi, dei privilegi e del mercato dei favori che sembrano anch'essi arrivati al punto di rottura.
Dopo le denunce giornalistiche che hanno trovato ampi consensi e' la volta della magistratura a censurare soprattutto comportamenti che trovano una netta disapprovazione da parte della gente comune che non conosce l'arroganza, non chiede o ricerca favori, fa carriera a fatica solo per i suoi meriti, difende ogni giorno la sua onesta'. Ed e' certamente con questa gente che il nostro paese e' riuscito a riportare in un solo anno quasi in pareggio la bilancia commerciale che era in grave deficit.
Con cio' confutando coi fatti l'immagine dell'Italia in declino descritta dalla stampa estera che ha guardato soprattutto al cosiddetto teatrino della politica.
Ora pero' su quel teatrino in soli 2 giorni si sono abbattuti i fulmini di Minerva.
Senza volerne ai destinatari colpiti dalle saette della dea della giustizia, la gente si sente in un certo senso rincuorata e puo' ancora credere che si possa ancora vivere senza privilegi, senza favori e senza furbizie. cls/rf/lv