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SPORT/LAVORO: CGIL, UN AFFARE DA 31,6 MLD EURO MA REGNA PRECARIATO

Con un fatturato di circa 31,6 contribuito a creare nel 2001 quasi il 2,5% del prodotto interno lordo.
Ma e' un mondo, quello dello sport, in cui regna il precariato: dei 600 mila lavoratori impegnati in attivita' connesse allo sport circa il 47% ha un contatto a termine, mentre il 37% lavora in nero, nonostante l'84% abbia un titolo formalmente riconosciuto per svolgere il proprio lavoro.
E' quanto emerge da un'indagine di Nidil-Cigl effettuata tramite questionario durante la Fiera del Rimini-Wellness del maggio scorso.
Il 67% degli intervistati ha dichiarato che l'attivita' sportiva non e' ne' un ''lavoretto'' ne' tantomento una passione, ma rappresenta la principale fonte di reddito: la maggior parte dei casi (71%), pero', guadagna meno di 15mila euro lordi annui e non ha la possibilita' di fare progetti per il futuro: proprio per questo il 43% vive ancora in famiglia, mentre il 76% non ha figli.
Molto problematica, secondo la Cgil, risulta essere anche la dimensione della sicurezza e della salute: al 54% degli operatori del settore e' capitato di dover lavorare nonostante una malattia o un infortunio, mentre il 31% ha dichiarato essersi infortunato durante lo svolgimento del proprio lavoro.
Dati allarmanti, visto che in assenza di un contratto, il 29% dei casi non ha alcuna copertura assicurativa. red/lus/bra