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PENSIONI: BERLUSCONI FA MARCIA INDIETRO MA DA PD E PDL ANCORA ANNUNCI

''Non si puo' fare una riforma Maroni ''e forse anche di piu'' ma la polemica sulle pensioni sui quotidiani di oggi resta alta. Per il ministro del lavoro in carica, Cesare Damiano in un'intervista all''Unita'', le affermazioni di Berlusconi rimangono ''pericolose, intempestive e dannose sotto il problema sociale''.
Inoltre ''dichiarazioni di tale tenore creano allarme tra i lavoratori, i quali pretendono, giustamente, un sistema che dia certezze e non sia sottoposto a continui cambiamenti peggiorativi''.
Insomma per il ministro del Pd non c'e' alcun bisogno di rimettere mano sulle pensioni, tanto piu', perche' ''i conti dell'Inps, dopo le modifiche introdotte dal governo Prodi, sono notevolmente migliorati''. Se sara' il Pd a vincere le elezioni, Damiano annuncia che ''verra' affrontato il problema della rivalutazione delle pensioni in relazione all'andamento del costo della vita, senza toccare il sistema pensionistico''. Nessuna nostalgia per lo scalone ne' promesse di ulteriori interventi ma al contrario una moratoria di cinque anni sulle pensioni, con un governo che si impegni a lasciare le cose come stanno per tutta la legislatura.
E' la proposta di Roberto Maroni.
In un'intervista alla 'Repubblica' il padre della riforma del centrodestra afferma che ''ai lavoratori la politica deve una cosa: la garanzia di stare tranquilli, dopo tanti anni di tira e molla''. Secondo l'esponente leghista ''l'unico cambiamento che si puo' fare e' aumentare le minime, e dare incentivi per tenere al lavoro chi potrebbe andare in pensione''.
Ai sindacati Maroni garantisce poi che non si fara' nulla senza il loro consenso. Accelerare l'innalzamento dell'eta' pensionabile, rivedere ogni due anni i coefficienti di trasformazione, introdurre incentivi e disincentivi per convincere i lavoratori a ritardare volontariamente il momento della pensione: e' una mano sicuramente meno neutrale quella che delinea l'economista e europarlamentare di Forza Italia, Renato Brunetta che, in un'intervista al 'Messaggero', anticipa quanto bolle in pentola nel think tank dell'eventuale governo di centro-destra, anche se giudica difficile l'ipotesi che si possa riportare in vigore lo scalone di Maroni.
L'economista di Forza Italia ipotizza anche una scala mobile per le pensioni con un ritorno a una indicizzazione piena e una rivalutazione semestrale in base all'inflazione, legando inoltre le pensioni all'andamento dei salari di fatto.
Cer/cam/rob