ELEZIONI: LA CARICA DEI PORTAVOCE, ARIA NUOVA ANCHE PER LA COMUNICAZIONE
Politica e comunicazione non sono mai
maggiori partiti si riaprono le porte del parlamento.
C'e'
chi storce il naso invocando il ritorno del primato dei
contenuti sull'effimero o chi vede nell'ingresso delle nuove
leve - sulla scia di nomi illustri come Paolo Bonaiuti
braccio destro di Berlusconi, Silvio Sircana autorevole
portavoce di Prodi e del governo o di Andrea Ronchi, speaker
ufficiale di Alleanza nazionale - un'altro effetto del potere
di 'investitura' conferito alle segreterie dei partiti
dall'attuale legge elettorale, di cui beneficiano anche
parenti e portaborse.
Se in qualche caso l'obiezione di voler produrre solo
fidati candidati destinati a scaldare i divanetti del
Transatlantico puo' essere fondata, per gli altri si
concretizza la possibilita' di portare a Montecitorio giovani
ma collaudati professionisti della comunicazione, ben
determinati, come emerge da queste interviste all'ASCA, a
portare una ventata di novita' nei logori e spesso
improvvisati riti che scandiscono i rapporti tra la politica,
le istituzioni e l'opinione pubblica.
''La mia candidatura non e' uscita da una stanza di
segreteria ma dalle 'primarie' dei circoli del Pd nella mia
citta'' tiene a precisare Sandra Zampa, prima capoufficio
stampa donna della storia di Palazzo Chigi.
Per la
collaboratrice di Romano Prodi la prima questione su cui
mettere le mani in Parlamento e' la comunicazione
istituzionale: ''Sono stata costretta, visto lo stato delle
cose, a prendere atto della sostanziale mancata applicazione
della legge 150.
E' indispensabile che come previsto dalla
legge negli uffici stampa operino giornalisti come e'
indispensabile che la comunicazione pubblica (cioe' di
pubblica utilita') venga affidata ai ''comunicatori
pubblici', professionisti in gran parte formati nella
facolta' di scienze della comunicazione''.
''La mia convinzione si e' rafforzata alla luce
dell'esperienza che ho vissuto come capo ufficio stampa a
Palazzo Chigi'' rileva Zampa: ''L'informazione del sistema
dei media tradizionali (e parzialmente dei nuovi media) non
veicola (perche' non ha nessun interesse a farlo e perche'
non e' vocata a farlo) le informazioni di 'servizio' a
cittadini, associazioni e imprese.
Insomma non spiega cosa e
come poter esercitare i propri diritti-doveri di cittadino,
ne' indica percorsi di cittadinanza''.
Per la capoufficio
stampa di Prodi serve una relazione diretta (e non
politicizzata) con la societa' ''e penso che la comunicazione
pubblica, cosi' intesa, debba essere considerata una funzione
di governo e non semplicemente una prestazione tecnico
amministrativa''.
Cer/cam/lv