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QUIRINALE: LETTERA AI GIOVANI IN VISITA A CAMPO STERMINIO MAUTHAUSEN

Il Presidente della Repubblica Mauthausen, per rendere omaggio a tutte le vittime della tragedia dei campi di sterminio nazisti, una lettera che domani sara' letta nel corso del raccoglimento davanti al monumento nazionale italiano e all'urna contenitiva le ceneri trovate il 5 maggio 1945 all'interno dei forni di Mauthausen. Questo il testo integrale della lettera del Presidente: ''Cari giovani, la vostra partecipazione all'incontro internazionale di Mauthausen vi porta molto lontano dalla realta' odierna dell'Europa unita, dell'Europa di pace e armonia fra i popoli, in cui voi avete la fortuna di vivere. Eppure, non e' molto il tempo trascorso da quando questo era un luogo di sterminio di moltitudini di esseri umani: donne e uomini che venivano trasportati da ogni parte d'Europa in questo e in altri ''lager'' nazisti per trovarvi la morte, come animali condotti al macello.
La Shoah, l'eliminazione di tutti gli Ebrei, decisa e realizzata dalla Germania nazista con l'appoggio dei regimi suoi alleati, fu una tragedia immane, che non ha precedenti nella storia d'Europa.
Le vittime furono 6 milioni. Non e' facile per voi accettare cio' che e' stato, trovare una risposta alle domande che in questo luogo e in questo momento vi ponete. Sappiamo bene cio' che voi oggi vi chiedete, perche', prima di voi, noi ci siamo posti le stesse domande. Come cio' e' potuto accadere? Come e' potuta scaturire, dall'interno della nostra antica civilta', e come puo' essersi imposta a popoli di grandi tradizioni culturali, una tale dottrina di morte? Come puo' essere stata organizzata una tale gigantesca macchina operativa per l'annientamento preordinato di milioni e milioni di persone, private della loro identita' umana ancor prima che della loro vita? Sia Primo Levi che Elie Wiesel hanno detto: comprendere e' impossibile; conoscere e' necessario.
Questo e' il compito amaro, angoscioso, che voi oggi affrontate.
Vi e' stato proposto, e voi avete accettato di compiere, questo pellegrinaggio, nella convinzione che occorre conoscere il passato, affinche' esso non possa ripetersi. Trasmettere, da una generazione all'altra, la memoria del nostro passato non e' un rito che si tramanda.
E' un dovere che si ha il dovere di adempiere. Non dimenticate che fu la scoperta dei campi di concentramento e di sterminio, insieme con lo spettacolo delle immani distruzioni belliche, e il ricordo delle decine di milioni di morti provocate dai conflitti del secolo, che spinse i sopravvissuti, di tutte le nazioni, a dire: mai piu' guerre tra noi. Fu allora che ebbe inizio, appena mezzo secolo fa, l'opera non facile di costruzione di nuove istituzioni di pace, ancora incompiute, ma oramai estese a quasi tutti i popoli del nostro continente. Tocchera' a voi, nel corso della vostra vita, il compito di completare l'opera; e quello, forse ancora piu' difficile, di portare, con impegni ed azioni concrete, in un mondo ancora insanguinato da troppi conflitti, il nostro messaggio di pace''. com/min