IMMIGRATI: DIRETTIVA RIMPATRI, SCONTRO A STRASBURGO MERCOLEDI' SI VOTA
Verra' votata mercoledi' alle 11.30
la direttiva sui rimpatri in discussione al Parlamento
europeo di Strasburgo, dove oggi lo scontro si e' consumato
soprattutto sulla questione del reato di clandestinita' e
sulla possibilita' che ad essere detenuti siano anche i
minori.
Secondo il commissario Jacques BARROT, ''la direttiva
e' in linea con la Convenzione europea sui diritti umani'',
ed ha rilevato che essa ''da' la priorita' ai ritorni
volontari'' e ''protegge i diritti dei bambini e delle
famiglie''.
La Commissione monitorera' l'attuazione della
legislazione per assicurarsi che gli standard della
Convenzione europea e della Dichiarazione delle Nazioni Unite
sui diritti umani siano osservati.
A giudizio del relatore Henri WEBER (PSE) si tratta di
''una tematica complessa'', ma in commissione per le liberta'
civili un'ampia maggioranza si e' detta favorevole al
compromesso.
Sottolineando che la direttiva non tratta di
asilo ma di immigrazione, ha poi ribattuto a talune critiche
rivolte al testo asserendo che si tratta di un modo per
assicurarsi che ''la schiavitu' nell'UE giunga al termine''.
La direttiva include la protezione per ''bambini e minori non
accompagnati, l'accesso ai sistemi d'istruzione e sanitari e
prevede la detenzione solo in caso di necessita'''.
Si e'
quindi chiesto perche' si ''getta fango'' sulla direttiva,
come hanno fatto ad esempio talune organizzazioni non
governative.
Riguardo alla durata della detenzione, la deputata, ha
sottolineato che il suo gruppo e' preoccupato riguardo alle
conseguenze di lunghi periodi di detenzione sulla salute
mentale delle persone trattenute e ha rilevato che la vita
familiare e' messa a rischio.
Ha poi aggiunto che il suo
gruppo e' anche preoccupato riguardo a dove si sarebbe
stabilito di far tornare le persone e, in proposito, ha
citato le preoccupazioni suscitate dalle ''strette di mano
tra il primo Ministro Berlusconi e il colonnello Gheddafi''.
Critiche sono venute soprattutto dal gruppo unitario della
sinistra europea.
Per Giusto CATANIA (GUE/NGL, IT) ''questa
direttiva e' una vergogna, un insulto alla civilta' giuridica
dell'Europa''.
Inoltre, e' ''un orrore che rischia di cancellare millenni di
cultura dell'accoglienza, le radici profonde di un'identita'
europea forgiata da pratiche di ospitalita' e l'ennesimo
monumento alla fortezza Europa, la materializzazione
dell'utopia reazionaria che vuole impedire la liberta' di
circolazione di uomini e donne''.
A suo parere, ''non si puo'
arginare il diritto alla mobilita' rinchiudendo dietro un
filo spinato o dentro un puzzolente centro di detenzione gli
uomini e le donne''.
Per Claudio FAVA (PSE) il Consiglio che ha svuotato di
significato la proposta di direttiva ed essa ''riflette il
senso comune che sta assumendo il dibattito in Europa
sull'immigrazione''.
Il fatto che sia stata approvata dal
Consiglio all'unanimita' ''non attenua ma inasprisce il
messaggio che essa rappresenta'', ossia ''un'Europa costruita
sul principio della diffidenza''.
Il tema, ha poi spiegato,
non e' l'utilita' di una direttiva, che crea una disciplina
comune e condivisa, bensi' i suoi contenuti.
Il giorno dopo
la morte di 150 clandestini annegati nel Mediterraneo, ha
sottolineato, ''voi ci chiedete di mandare a dire ai
sopravvissuti che da domani ...
si troveranno di fronte a un
provvedimento che prevede fino a diciotto mesi di
reclusione''.
Per Roberta ANGELILLI della destra (UEN) ''rendere certe le
espulsioni e scoraggiare l'illegalita' e lo sfruttamento''
deve essere l'obiettivo della cosiddetta direttiva''.
Si
tratta, ha aggiunto, di un testo ''equilibrato'', che parte
da alcuni presupposti fondamentali: ''dotarsi finalmente di
una politica comune per l'immigrazione''.
Ossia, ''di regole
condivise, indispensabili per tutelare appieno i diritti dei
cittadini immigrati regolari che sono una grande positiva
risorsa, a condizione che si attivi una linea di condotta
intransigente contro l'immigrazione illegale''.
Per Mario BORGHEZIO (UEN), ha definito ''pura demagogia''
l'istituzione del Mediatore europeo per i clandestini,
dicendo che ''una politica seria e' quella che contrasta gli
interessi del mondialismo, che vuole sradicare i popoli dal
loro territorio perche' li considera vuoi come merci, vuoi
come schiavi, nuovi consumatori''.
Se il Mediterraneo e' un
cimitero, ha esclamato, ''la responsabilita' morale e' di chi
ha aperto le porte agli sbarchi clandestini!''.
A giudizio di Stefano ZAPPALA' (PPE/DE), non si puo' non
tenere conto del fatto che ''non stiamo parlando dei fenomeni
piccoli o isolati, ma stiamo parlando di immigrazione di
popoli...
di milioni e milioni di persone che si spostano,
spinti da varie motivazioni, molto poco sul piano della
richiesta di asilo, molto poco sul piano delle esigenze di
tipo politico, e moltissimo alla ricerca di nuove condizioni
di vita e di nuove condizioni di lavoro''.
Nel ringraziare il
relatore ha concluso sostenendo che ''una legislazione
perfettibile e' meglio di una non legislazione'' e si e'
detto convinto che ''l'Europa bene fa a curare tutti ma
soprattutto bene fa, in questo fenomeno complesso e grave che
stiamo vivendo, a curare intanto i suoi cittadini''.
Approfondimenti:
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