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GOVERNO:RAPPORTI TESI CON OPPOSIZIONE, DIBATTITO APERTO NEL PD(IL PUNTO)

Non c'e' schiarita nei rapporti tra maggioranza e opposizione, tornati tesi da ieri dopo gli emendamenti al decreto sicurezza voluti dal governo.
A tenere alta la tensione ci hanno pensato due episodi; la decisione di Silvio Berlusconi di far presentare dai suoi legali l'istanza di ricusazione nei confronti della presidente del Tribunale di Milano, Nicoletta Gandus, titolare del procedimento che vede imputato il premier per corruzione del giudice inglese Mills; la diffusione del contenuto di una lettera inviata dallo stesso presidente del Consiglio a Renato Schifani, presidente del Senato.
Berlusconi spiega la sua condotta giudiziaria perche' il giudice Gandus ha ''ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006''.
Il riferimento e' a un appello sottoscritto dal giudice in cui si auspicava ''la cancellazione delle principali leggi che sono state adottate quasi esclusivamente al fine di perseguire gli interessi personali di pochi, ignorando quelli della collettivita'''.
Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, punta l'indice: ''Mai, in maniera cosi' esplicita, Berlusconi aveva dichiarato la sua volonta' di intimidire la giustizia e la magistratura italiana.
Trovo grave il tono della sua lettera al presidente del Senato''.
In quella missiva, il premier difende gli emendamenti presentati in Senato che prevedono la priorita' dei processi per reati gravi con pene superiore ai dieci anni e sospende i processi per reati meno gravi compiuti entro il giugno 2002 (''Si tratta di un provvedimento di legge a favore di tutta la collettivita' e che consentira' di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati piu' gravi e piu' recenti'', scrive il premier).
Nella missiva a Schifani, Berlusconi annuncia pure che ha intenzione ''di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi e' impegnato ai piu' alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato''.
Si tratterebbe di una sorta di riedizione del ''lodo Schifani'', quello che pero' nel 2004 la Consulta ha bocciata perche' a suo dire violava i principi costituzionali.
''Dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici - scrive Berlusconi - sono assolutamente convinto che sia indispensabile introdurre anche nel nostro paese quella norma di civilta' giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica''.
Dopo la diffusione del contenuto della lettera inviata dal premier a Schifani, il Pd dice chiaramente che ''le dichiarazioni pesantissime del presidente del Consiglio hanno confermato la linea scelta da Berlusconi e dalla maggioranza e aggravano gli strappi gia' fatti''.
La linea del dialogo maggioranza-opposizione e' appesa a un filo.
Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, che al dialogo non ha mai creduto, auspica una maggiore efficacia dell'azione dell'opposizione.
Sul fronte del Pd, c'e' intanto da registrare l'iniziativa promossa da Massimo D'Alema e dalla sua Fondazione italianieuropei.
Presso l'Hotel Quirinale di Roma si e' discusso per l'intera mattinata di riforme istituzionali con una introduzione di Franco Bassanini.
In platea, Lorenzo Cesa, Pier Ferdinando Casini, Ferdinando Adornato e Bruno Tabacci per l'Udc; Cesare Salvi e Massimo Villone di Sinistra democratica; Paolo Nerozzi e Vincenzo Vita della sinistra Pd.
Presenti anche Franco Marini, Leopoldo Elia, Pierluigi Bersani, Paolo Gentiloni, Giuliano Amato, Linda Lanzillotta, Livia Turco, Enzo Bianco, Stefano Rodota', Giovanni Sartori e Salvatore Vassallo.
Assente invece Walter Veltroni, impegnato - come hanno fatto sapere i suoi collaboratori - in altri incontri e nella stesura della relazione in vista dell'assemblea nazionale del Pd, fissata per venerdi' e sabato prossimi a Roma.
D'Alema, che ha respinto l'etichettatura del convegno come una iniziativa della sua corrente, ci ha tenuto a precisare che l'iniziativa e' servita a preparare un convegno che si terra' a luglio e a cui la Fondazione italianieuropei invitera' le forze di governo e di opposizione.
Interrogato sulla riunione del Pd del prossimo fine settimana, l'ex ministro degli Esteri fa intuire che non sara' una riunione tranquilla.
''Discuteremo dei contenuti dell'opposizione, non delle forme'', risponde a chi gli chiede una opinione sull'efficacia del governo ombra del Pd.

Approfondimenti:
Il Governo Italiano
Forza Italia
Senato della Repubblica
Democratici di sinistra
Info Hotel
Il Quirinale