CARO GASOLIO: A VENEZIA VERTICE SULLA PESCA 7 PAESI MEDITERRANEO
E' iniziato a Venezia il vertice
sulla pesca dei sette Paesi che si affacciano sul
Mediterraneo, presieduto dal ministro delle Politiche
agricole alimentari e forestali Luca Zaia.
Alla riunione
informale partecipano Michel Barnier, ministro
dell'Agricoltura e della pesca della Francia, Jaime Silva,
Ministro dell'agricoltura, sviluppo rurale e pesca del
Portogallo, Elena Espinosa Mangana, Ministro
dell'agricoltura, pesca e alimentazione della Spagna, Iztok
Jarc, Ministro dell'agricoltura, delle foreste e
dell'alimentazione della Slovenia, Christos Avgou'las,
Segretario generale del Ministero sviluppo rurale e
alimentazione della Grecia, Antony Gruppetta, Segretario
generale del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali di Malta.
Si sta mettendo a punto un documento comune, che sara'
presentato al Commissario europeo all'Agricoltura e alla
Pesca Joe Borg, in occasione del prossimo Consiglio dei
ministri dell'Agricoltura e della Pesca della Ue, previsto a
Lussemburgo dal 23 al 24 giugno prossimo.
Il documento
raccoglie le proposte relative alle misure da richiedere in
ambito comunitario per fronteggiare la grave emergenza del
caro gasolio in un settore problematico come quello della
pesca.
Prima dell'inizio del vertice, il ministro Zaia ha accolto
una delegazione di pescatori di Chioggia, accompagnati dal
sindaco Romano Tiozzo, che hanno offerto ceste di pesce
fresco.
In questa occasione, il ministro ha manifestato
ancora una volta la sua attenzione nei confronti del settore
pesca, alle prese con una situazione congiunturale
particolarmente difficile, impegnandosi in prima persona a
trovare soluzioni a sostegno del comparto e dei suoi
operatori, sia in sede nazionale che in sede europea.
L'Unione europea e' la seconda potenza mondiale per la
pesca.
La flotta comunitaria e' composta da 87mila imbarcazioni,
di cui 14mila italiane.
Gli occupati nella filiera della
pesca dell'Ue sono complessivamente quattrocentomila, di cui
190 mila lavorano direttamente nell'attivita' di cattura in
mare.
Il 60% dell'occupazione totale e' attivo in Italia, in
Grecia e Spagna.
Quella italiana e' la seconda flotta
comunitaria per numero di pescherecci e la quarta per
tonnellaggio.
Approfondimenti:
Governo
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Politiche Agricole
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