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MASTELLA: LASCIO IL MINISTERO, NON LA POLITICA

Conferma della decisione di militanti sanniti, il cuore del suo partito, quanto riferito ieri a Montecitorio e piu' tardi in televisione a Matrix.
La scelta di lasciare il ministero della Giustizia e' irrevocabile, presa per difendere sua moglie Sandra, la sua famiglia ed i suoi ideali.
Per agire da uomo libero.
Una scelta ed una decisione che non gli impediranno di continuare la sua battaglia politica.
Anzi, di combatterla con piu' vigore, forte della consapevolezza di essere innocenti, di non riconoscersi nelle accuse mosse dai magistrati.
Accuse tali che potrebbero essere indirizzate a molti politici. La calca nella sala dell'Hotel President dove si tiene la conferenza e' inverosimile.
Militanti e curiosi sono piu' numerosi dei giornalisti seduti per terra e praticamente circondati da fotografi e telecamere.
Madstella parla a braccio, tutto d'un fiato.
Si ferma solo quando parla di sua moglie Sandra e le lacrime gli brillano negli occhi.
Rifiuta di rilasciare dichiarazioni o rispondere a domande dopoi la confeerebnza.
Quattro i punti essenziali del suo discorso: ribadire l'innocenza e l'estraneita' alle accuse; attaccare alcune frange di magistrati; annunciare l'appoggio esterno al governo di Prodi e Bassolino, scegliendo di decidere volta per volta; dichiarare la crisi ''non del governo, ma dell'intero sistema politico.
Perche' se noi diamo indicazioni per le nomine e siamo accusati, allora bisognerebbe accusare tanti.
Ma se noi indichiamo personalita' per le nomine ditemi'? E' concussione o logica politica'?''.
La conclusione, per Mastella, e' che si e' arrivati ad un momento cruciale in cui ''il dovere della politica e' di discutere.
La crisi e' piu' alta, e' nel sistema''. dqu/lus/ss