EPILESSIA: COLPISCE 500MILA, CAMPAGNA CONTRO IGNORANZA E PREGIUDIZI
In Italia circa 500.000 persone
malattia e' tuttora circondata da stigma e discriminazioni,
di cui sono vittime soprattutto le donne che vivono al sud.
Lo conferma anche l'indagine demoscopica che la LICE (Lega
Italiana contro l'Epilessia) presenta in vista della settima
Giornata Nazionale contro l'Epilessia, in programma il 4
maggio, insieme a una ricerca sulla qualita' della vita
percepita dai pazienti.
E per combattere il pregiudizio, parte una campagna
informativa nazionale basata su quattro cortometraggi
realizzati dagli allievi della Scuola Nazionale di Cinema,
che nei prossimi mesi saranno trasmessi sui principali
network televisivi e nelle catene cinematografiche.
Oggi la grande maggioranza delle persone con epilessia
puo' condurre una vita normale, grazie alle terapie che
assicurano il controllo della malattia.
Eppure chi soffre di
questa patologia deve ancora scontrarsi con pregiudizi e
incomprensioni ancora difficili da eradicare soprattutto nel
Sud Italia.
Una quota non trascurabile di italiani, il 6 per cento,
ritiene che l'epilessia dipenda da una possessione demoniaca,
credenza condivisa anche dal 4 per cento degli studenti
universitari.
Mentre, tra le persone colpite da questa
malattia, sono soprattutto le donne che vivono al Sud a
risentire maggiormente di stigma e discriminazioni.
Oriano Mecarelli, Dipartimento Scienze Neurologiche,
Universita' di Roma La Sapienza tiene a sottolineare che
''oltre il 90% delle persone sa cos'e' l'epilessia, ma solo
in termini generici; nel dettaglio le conoscenze sono
estremamente deficitarie (il 30% degli intervistati ha
risposto non so) e, purtroppo, distorte.
Molti ritengono,
erroneamente, che la malattia possa provocare disturbi
psichici, che sia un vero e proprio handicap e che la vita
sociale degli epilettici non possa essere una vita
normale''.
I dati rilevati dalle ricerche della LICE mostrano che la
cultura sulla patologia non si e' evoluta: in un precedente
sondaggio realizzato dalla Doxa circa 20 anni fa, i risultati
della percezione della malattia tra la popolazione erano piu'
o meno gli stessi.
A progredire e' invece la ricerca, che oggi punta
soprattutto ad approfondire le basi genetiche di alcune forme
di epilessia e a migliorare le strategie terapeutiche
destinate a risolvere quel 25-30% di casi che non si riesce
ancora a curare in modo adeguato con i farmaci disponibili.
Se l'esperienza clinica nel nostro paese e' tra le
migliori in Europa, sembra mancare invece una capillare
diffusione delle informazioni tra i pazienti circa le
opportunita' di cura.
Paolo Tinuper, Presidente LICE (Lega
Italiana contro l'Epilessia) - Dipartimento Scienze
Neurologiche, Universita' Bologna dichiara che: ''per
migliorare il livello di assistenza al paziente epilettico
occorre valorizzare la rete di assistenza clinica che si e'
costituita nel corso degli anni nel nostro paese.
I pazienti
devono essere informati che possono rivolgersi a centri
specialistici dove sono disponibili i migliori e piu'
aggiornati strumenti diagnostici e trattamenti terapeutici e
dove possono comunque ricevere tutte le informazioni ed
essere indirizzati ad altri centri dove, per esempio, e'
possibile effettuare il trattamento chirurgico''.
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