@®
Publiweb

@®
Publiweb


BERLUSCONI: ECONOMIST, SPERIAMO CHE SUPERI LA PROVA

Silvio Berlusconi si appresta a serieta' della situazione economica dell'Italia.
La larga maggioranza su cui puo' contare sta a significare che non ci sono piu' scuse per rimandare le riforme.
Saranno queste il test maggiore per lui.
La speranza e', per amore dell'Italia, che riesca a superare la prova''.
Cosi' si conclude un editoriale del settimanale inglese Economist dedicato alle elezioni politiche italiane. Il periodico britannico disegna un quadro impietoso dell'Italia, profondamente indebitata, con un'amministrazione inefficiente e corrotta, specie al Sud (Napoli), fanalino di coda nelle economie europee.
''Cio' di cui l'Italia ha bisogno - si osserva - e' una piena liberalizzazione e la promozione di una maggiore competitivita' della sua imprenditoria, a cominciare dalle piccole aziende.
Al Nord questo e' stato fatto, al Sud si e' ancora preda della stagnazione''.
Eppure l'export italiano ''ha dato prova di creativita''', la ''Fiat e' stata trasformata'' e le banche ''una volta notoriamente inefficienti, sono diventate competitive a livello internazionale''. L'Economist, comunque, non usa, come nel passato, 'guanti di velluto' verso il 'cavaliere', rinnovandogli le accuse sul controllo dei media, sul conflitto d'interessi e sui suoi rapporti con i magistrati, pur concedendogli qualche piccola possibilita' di riuscita. ''Berlusconi ed il ministro, oltre che capo-ideologo delle Finanze, Giulio Tremonti, hanno l'opportunita' d'oro - scrive infatti l'Economist - di dare vita, grazie alla maggioranza esplosiva raggiunta in Parlamento'' alle necessarie riforme. Il problema e' quando cominciare.
La cancellazione dal Parlamento dell'estrema sinistra rischia di radicalizzare le contestazioni ed il confronto.
E nonostante l'Economist, nel suo editoriale, affermi che davanti all'avvio delle riforme ''potrebbe addolcire il suo verdetto su Berlusconi'', non manca di aggiungere, subito dopo, che ''purtroppo ci sono ragioni di fondo per avanzare scetticismo sulle credenziali di riforma del nuovo governo''. rep/leo/rob