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GOVERNO: OGGI L'INCONTRO BERLUSCONI-VELTRONI

E' una classica ''colazione di segretario del Pd, Walter Veltroni.
I due leader si erano incontrati l'ultima volta cinque mesi fa, quando su impulso di Veltroni e a parti rovesciate (Berlusconi era all'opposizione) si cerco' di aprire senza successo il dialogo sulla riforma della legge elettorale. All'ordine del giorno, questa volta, dopo di voti di fiducia di Camera e Senato al governo Berlusconi dei giorni scorsi e il nuovo clima distensivo tra la maggioranza e il principale partito dell'opposizione, ci sono le cosiddette ''riforme bipartisan'': i regolamenti parlamentari e la riforma dell'iter delle leggi per sveltirne l'approvazione; il superamento del bicameralismo perfetto e nascita del Senato federale; la legge elettorale europea con sbarramento fissato almeno al 3%; il federalismo fiscale e i costi della politica; la riforma della Rai e il ''pacchetto sicurezza''. Si discutera' anche di un possibile ''statuto dell'opposizione'' che prende spunto da altri Parlamenti europei (ci sta lavorando in particolare l'onorevole Gianclaudio Bressa, Pd). Veltroni ha spiegato ieri la sua scelta di opposizione morbida (''che non vuol dire inciucio e che non fara' sconti'') al Coordinamento del Pd.
Incontrarsi, ha detto il segretario del Pd, non vuol dire essere per forza d'accordo su tutto, quanto piuttosto rifiutare le inutili contrapposizioni ideologiche.
Questa linea non piace alle altre due forze dell'opposizione, l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro e l'Udc di Pier Ferdinando Casini, escluse dal summit Berlusconi-Veltroni.
E all'interno del Pd c'e' stato anche ieri il dissenso dell'ex ministro degli esteri, Massimo D'Alema: ''Bene il dialogo ma il Pd deve portare risultati su poveri e salari''.
Intanto, c'e' gia' chi irride a questo dialogo maggioranza-opposizione.
E' il caso di Giuliano Ferrara, direttore de ''il Foglio'', che ha inventato il neologismo ''Caw'', giocando su quello piu' antico di ''Caf'' (il riferimento polemico e' alla fase antica degli accordi tra Bettino Craxi, Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani). A dimostrazione del repentino cambiamento del clima politico, ieri pomeriggio Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione legislativa, ha incontrato Beatrice Magnolfi, sua omonima nel governo ombra del Pd.
Renato Brunetta, ministro per la Funzione pubblica, ha fatto altrettanto con Linda Lanzillotta, ex ministro del governo Prodi che ha lavorato nel recente passato a un progetto di liberalizzazione dei servizi pubblici.
Mentre Roberto Maroni, ministro degli Interni, sta limando i provvedimenti che saranno contenuti nel ''pacchetto sicurezza'' (ieri ha incontrato il presidente della Repubblica che si e' raccomandato di limitare al minimo i decreti legge per favorire il normale iter legislativo), sul piano parlamentare c'e' da completare l'elezione dei presidenti delle Commissioni di Camera e Senato.
E' solo su questo punto che si registra qualche tensione tra il Pdl e la Lega nord.
Al Senato, la Commissione Affari costituzionali dovrebbe essere presieduta da Carlo Vizzini (Pdl), quella Esteri andrebbe a Lamberto Dini, che l'ha gia' presieduta nella scorsa legislatura quando sosteneva il governo Prodi.
Per la Commissione Difesa e' in corso un braccio di ferro tra le candidature dell'ex generale Luigi Ramponi e di Sergio De Gregorio (Italiani all'estero), gia' presidente di questa Commissione nella scorsa legislatura.
Per la Commissione Lavoro resta in piedi la candidatura bipartisan di Piero Ichino (Pd) ma la Lega insiste sul nome di Massimo Garavaglia.
Il partito di Umberto Bossi chiede anche le presidenze delle Commissioni Bilancio e Trasporti della Camera con le candidature di Giancarlo Giorgetti e Andrea Gibelli.
La presidenza della Commissione esteri di Montecitorio dovrebbe andare all'ex ministro Antonio Martino (Pdl).
Per quanto riguarda le Commissioni di garanzia a guida dell'opposizione, sulla presidenza del Copasir (il Comitato sull'intelligence e la sicurezza) non e' risolto il tiro della fune tra gli ex ministri Francesco Rutelli e Arturo Parisi.
L'Italia dei valori ha chiesto per se' (con la candidatura di Leoluca Orlando) la presidenza della Commissione di vigilanza sulla Rai, ma sono in corsa anche i nomi di Giovanna Melandri e Fabrizio Morri, entrambi Pd. Maurizio Migliavacca (Pd) andrebbe a presiedere la Giunta per le elezioni e le immunita' parlamentari della Camera, per quella del Senato c'e' la candidatura di Enzo Bianco (Pd). Pierluigi Castagnetti (Pd) viene indicato come probabile presidente della Giunta delle autorizzazioni a procedere di Montecitorio. gar/cam/alf