FEDERALISMO FISCALE: MOODY'S, PRESTO PER VALUTARNE EFFETTI SUL DEBITO
Il federalismo fiscale come ogni
lo dice Mauro Crisafulli, vice presidente di Moody's Investor
Service - la nota societa' di rating - che stamattina ha
organizzato un incontro per parlare dei rating delle Regioni
e degli Enti Locali italiani.
''Bisogna vedere come verra'
realizzato, e per ora - ha aggiunto - non ne sappiamo
molto''.
Il processo, ha adetto, in realta' e' iniziato nel
2001 con i nuovi meccanismi per le Regioni, che hanno
tuttavia mostrato i loro limiti.
Ma quella di decentrare e'
una tendenza diffusa in Europa, che conta anche processi
realizzati con successo come in Francia.
In genere, ha
spiegato, nella prima fase si tende a trasferire in periferia
le responsabilita' senza le risorse adeguate, ed e' il caso
italiano nel periodo 2002/2007, con l'effetto di far
lievitare l'indebitamento di Enti e Regioni.
Invece un
federalismo fiscale ben articolato dovrebbe avere effetti
positivi sui bilanci degli Enti, aumentando la
responsabilizzazione e migliorando la programmazione degli
interventi sul territorio.
''Ad oggi pero' - lamenta
Crisafulli -non vi sono veri incentivi a far bene''.
Secondo
i dati forniti dalla Banca d'Italia, il 7,3% del rapporto
debito/Pil (pari a 106,5% nel 2006)era dovuto alle
aministrazioni locali.
Le stime per il 2007 indicano un
debito/pil al 104% di cui il 7% circa dovuto a Regioni,
Province e Comuni.
som/sam/rob