PAKISTAN: ALPINISTA ITALIANO UNTERKIRCHER PRECIPITA SU NANGA PARBAT
Karl Unterkircher, 38 anni, alpinista
italiano originario dell'Alto Adige, e' scomparso
precipitando in un crepaccio mentre stava scalando il Nanga
Parbat (8.125 metri di altezza) in Pakistan.
''Non c'e' piu'
alcuna speranza, la tragedia e' ormai una triste realta''',
ha fatto sapere il suo manager Herbert Mussner, informato
telefonicamente via satellite dell'incidente dai compagni di
cordata Walter Nones e Simon Kehrer.
L'alpinista italiano e' caduto in una scarpata in un punto
che si trova ad un'altezza di oltre 7.000 metri e dove e'
impossibile inviare i soccorsi via elicottero.
Le notizie, come si legge sul sito ufficiale di Karl
Unterkircher, sono purtroppo ancora frammentarie.
Da una
prima ricostruzione pare che l'incidente sia accaduto ieri.
La costola di neve dove Unterkircher stava battendo traccia
sarebbe improvvisamente crollata sotto i suoi piedi.
Nones e Kehrer, dopo una notte passata all'addiaccio nel
disperato tentativo di salvare il loro amico e
capospedizione, sono riusciti solo a recuperare il telefono
satellitare che Unterkircher aveva indosso.
''Non possiamo tornare indietro da dove siamo saliti'', ha
detto questa mattina Nones alla moglie.
''Sarebbe troppo
pericoloso.
Noi stiamo bene, ora siamo fuori dalla seraccata,
a circa 6.400 metri di quota.
Dobbiamo proseguire verso
l'alto.
Dovremo arrivare ad oltre settemila metri per poter
uscire dalla parete.
Poi scenderemo dalla via piu' sicura e
piu' veloce''.
Sul Nanga Parbat, la ''montagna nuda'' dell'Himalaya, nona
vetta per altezza di tutto il mondo, perse la vita nel 1970
Gunther Messner, che insieme al fratello Reinhold, stava
ridiscendendo a valle dopo l'impresa.
Unterkircher era nato a Selva di Val Gardena nel 1970 e
deteneva un record certificato dal Guinnes dei Primati: e'
stato l'unico alpinista al mondo ad aver scalato nel giro di
due mesi (fra maggio e luglio dello scorso anno) due delle
vette piu' alte del mondo, il Jasemba e il Gasherbrum II,
senza ausilio dell'ossigeno supplementare.