UE: SANZIONI A SUDAN SE NON COLLABORA CONTRO CRIMINALI DARFUR
I ministri degli Esteri
dell'Unione europea si dicono ''pronti a considerare misure
contro singoli individui che non collaborino con la Corte
criminale internazionale'' se ignorano la risoluzione del
Consiglio di sicurezza dell'Onu che li obbliga a cooperare.
I capi della diplomazia europea, in una nota congiunta,
esprimono a questo proposito ''profonda preoccupazione sulla
sicurezza del Sudan, che minaccia la sopravvivenza del
Trattato di pace e la conclusione pacifica del conflitto in
Darfur''.
Sottolineano inoltre la necessita' di accelerare lo
sviluppo della missione di assistenza dell'Onu (Unamid), per
la pace e la stabilita' nella regione.
E richiamano tutti i
partiti a schierarsi per un immediato 'cessate il fuoco'.
All'inizio del mese, il giudice della Corte internazionale
Luis Moreno-Ocampo aveva chiesto con insistenza al Consiglio
di Sicurezza dell'Onu di arrestare due sospetti criminali del
Darfur, Ahmed Haroun e Ali Kosheib.
Nel maggio 2007, lo
stesso tribunale, la prima Corte permanente di questo genere,
aveva emesso un mandato per Haroun, segretario di Stato
sudanese per gli affari umanitari, e Kosheib, leader della
milizia Janjaweed.
I due sono accusati di 51 crimini di
guerra e contro l'umanita', tra cui omicidio, tortura e
rapimento.
Ma Khartoum respinge la legittimita' del Tribunale
internazionale e chiarisce che non consegnera' gli accusati.
La guerra del Darfur risale al 2003, quando la minoranza
etnica si e' armata per ribellarsi contro il regime
filo-arabo e le truppe di Janjaweed sostenute dallo Stato.
Oggetto del contendere erano le materie prime e il potere in
uno dei piu' dimenticati e poveri paesi della terra.
Piu' di
300mila persone sono morte fino a oggi per l'effetto
combinato di guerra, carestia e malattia, secondo stime delle
Nazioni unite.
Scettico su queste cifre lo stesso Sudan, che
sostiene invece un bilancio al ribasso: non piu' di 10mila
morti.
(Piu'Europa).
Approfondimenti:
Il sito Europa
Onu