UE/LISBONA: PREMIER EST-EUROPA, 'NO' IRLANDA NON FERMI ALLARGAMENTO
Frenata dei primi ministri di
Repubblica ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria sull'ipotesi
di bloccare il processo di allargamento dopo la vittoria del
'no' al referendum irlandese sul Trattato di Lisbona.
''Quanto e' accaduto in Irlanda - ha detto il premier
polacco Donald Tusk - non dovrebbe in nessun caso dare il
pretesto per lavorare meno sull'allargamento dell'Ue, con
partner come la Croazia o anche altri paesi''.
Lo slovacco Robert Fico ha invece sottolineato che
''sarebbe molto, molto negativo per l'Ue nel suo insieme che
timori e lamentele sul Trattato di Lisbona prevalessero'' sul
resto, sottolineando che l'attuale aumento dei prezzi del
petrolio e dei prodotti alimentari, sono questioni piu'
importanti.
''Le complicazioni del processo di ratifica non
devono influenzare il processo di allargamento dell'Ue'', ha
aggiunto.
''La Croazia - ha affermato poi il ceco Mirek Topolanek -
non dovrebbe diventare vittima del processo'', causato
dall'attuale organizzazione istituzionale che, (col Trattato)
di Nizza, non da' praticamente speranze (di allargare la Ue)
a un altro paese oltre Bulgaria e Romania.
Dobbiamo trovare
una soluzione che non nasconda i problemi esistenti e non
introduca nell'Ue un nuovo dibattito sulla riforma
istituzionale.
Questo sarebbe, a mio avviso, un errore''.
Da parte sua, il premier ceco, liberale, non ha voluto
fare nessun pronostico sul futuro del Trattato di Lisbona nel
suo paese, sottolineando che per ora, tutto dipende dal
parere della Corte costituzionale sul testo.
Allo stesso
modo, si e' rifiutato anche di commentare i propositi del
presidente ceco Vaclav Klaus, per il quale il processo di
ratifica e' ''finito''.
(Piu'Europa).
Approfondimenti:
Il sito Opec