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SICUREZZA: 'IL RIFORMISTA', ERRORE FATALE DEL PDL.
RITORNA IL CONFLITTO


''Dopo un lungo dibattito, a porte chiuse, il centrodestra ha deciso ieri di invertire il corso e il senso della legislatura: dal dialogo al conflitto.
Tutto cio' che doveva esser nuovo, e' all'improvviso tornato all'antico, incanagliendosi ancora una volta sulla storia infinita dei processi del premier''.
Lo afferma l'editoriale di domani del 'Riformista' aggiungendo che ''il governo ha deciso al massimo livello, e consapevole delle conseguenze, che evitare una sentenza di condanna, seppur in primo grado, a Berlusconi nel processo Mills valeva la candela.
La maggioranza poteva procedere in modo trasparente, riproponendo al parlamento una legge che metta le massime cariche dello Stato al riparo dai processi durante il loro mandato: esiste anche in altri paesi e fu bocciata in passato dalla Consulta perche' fatta male, non perche' inammissibile in se'.
Ma seguire la via maestra avrebbe richiesto tempo, e avrebbe avuto il difetto di arrivare a sentenza gia' emessa''.
''Cosi' il governo ha preferito procedere con la piu' classica delle norme ad personam, anzi, ad processum.
I due emendamenti presentati ieri da Vizzini e Berselli -afferma ancora Il Riformista- servono esclusivamente a fermare per un anno il processo Mills.
A nostro parere e' una strada scellerata.
Ripete l'errore piu' grave compiuto da Berlusconi nel quinquennio 2001-2006: di fronte a un reale problema di rapporti tra magistratura e politica, invece di procedere con riforme, anche costituzionali, si procede con toppe a colore, architettate dagli avvocati del premier.
Cosi' non solo non si riforma la giustizia, ma si costringe perfino Veltroni a tornare sulle barricate, si rafforzano le posizioni piu' giustizialiste alla Di Pietro e si evoca, quasi si provoca, il ritorno dei girotondi.
Che disgrazia''.

Approfondimenti:
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Democratici di sinistra
Di Pietro