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GOVERNO: STOP A PROCESSI INFURIA OPPOSIZIONE-DIALOGO A RISCHIO(IL PUNTO)

La notizia era stata anticipata da alcune indiscrezioni, ma oggi e' arrivata la conferma dal Senato.
Un emendamento al decreto sicurezza del governo prevede lo stop dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 (''processi che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado'', recita l'emendamento in questione).
L'obiettivo, secondo l'opposizione, e' quello di bloccare la sentenza del processo Mills, dove il premier Silvio Berlusconi e' imputato di ''corruzione in atti giudiziari''.
I giornali di ieri avevano anticipato la possibile riproposizione del cosiddetto 'lodo Schifani', il provvedimento ad hoc che due legislature fa era stato approvato su proposta dell'attuale presidente del Senato, Renato Schifani (immunita' e sospensione dei processi in corso per le cinque piu' alte cariche dello Stato: presidente della Repubblica, premier, presidenti di Camera e Senato e presidente della Consulta).
Oggi Carlo Vizzini e Filippo Berselli, entrambi senatori del Pdl, hanno formulato due emendamenti al testo originale approvato nell'ultima riunione del Consiglio dei ministri di venerdi' scorso.
Nel primo si chiede che venga data priorita' assoluta ai processi per i reati puniti con l'ergastolo o con una pena superiore ai dieci anni, ai delitti della criminalita' organizzata, ai procedimenti celebrati con rito direttissimo o con giudizio immediato.
Nel secondo, c'e' la richiesta di ''sospensione dei processi relativi ai fatti commessi fino al 30 giugno 2002''.
Se l'emendamento fosse approvato in via definitiva, la clausola prevede che i processi ''sono immediatamente sospesi al momento dell'entrata in vigore della presente legge per la durata di un anno''.
Dal momento che gli emendamenti non potevano essere riproposti nella stessa forma del ''lodo Schifani'' (la Consulta l'aveva dichiarato incostituzionale il 13 gennaio 2004), la maggioranza ha optato al Senato per una soluzione che fissa una data temporale per i reati sui quali non si puo' procedere con dibattimenti processuali.
Proprio questa scelta fa dire all'opposizione che ''si ricomincia con le leggi ad personam''.
Walter Veltroni, segretario del Pd, dice che l'atteggiamento tenuto negli ultimi giorni dal governo mette ''a rischio il dialogo tra maggioranza e opposizione''.
''Sono sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente: il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza'', prosegue Veltroni.
Ancora piu' ferme le parole usate da Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori: ''Come volevasi dimostrare, anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam''.
La polemica tra maggioranza e opposizione, mai cosi' dura dall'inizio della legislatura, riguarda anche l'uso dell'esercito deciso dal governo per garantire la sicurezza e affrontare in particolare l'emergenza rifiuti in Campania.
Marco Minniti, ministro ombra dell'Interno, e Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del Pd, sostengono che quella misura e' ''inutile e sbagliata''.
Anche la posizione di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, resta molto critica.
Per l'ex presidente della Camera, l'idea del governo ''assomiglia a uno spot''.
Alfredo Mantovano, sottosegretario all'Interno, conferma l'intenzione del governo di non recedere dall'utilizzo dell'esercito sui temi della sicurezza.
Un emendamento del governo - secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Senato - potrebbe addirittura estendere l'uso delle forze armate ogni qualvolta se ne ravvisi la necessita' su parere dei ministri della Difesa e dell'Interno.
Sarebbe sufficiente un decreto dei due ministri per utilizzare fino a 2.500 unita' per un periodo non superiore ai sei mesi.

Approfondimenti:
Il Governo Italiano
Senato della Repubblica
Forza Italia
Il sito dell'INPS
Democratici di sinistra
Di Pietro