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ENERGIA: SQUINZI (FEDERCHIMICA), NON BASTA NUCLEARE.
MISURE IMMEDIATE


L'apertura al nucleare non e' sufficiente.
Per il presidente di Federchimica Giorgio Squinzi che oggi e' intervenuto all'assemblea annuale dell'associazione svoltasi a Milano, sono necessarie misure di impatto immediato per colmare un gap nei costi dell'energia che oggi vale per le imprese italiane il 30% in piu' rispetto alla concorrenza straniera.
Tra le proposte avanzate da Squinzi e gia' raccolte dal presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che le ha consegnate al governo nei giorni scorsi, quelle di rimuovere le limitazioni alla borsa elettrica, come l'assenza di un mercato a termine e rendere possibili contratti di lungo periodo, ridurre gli oneri impropri e rivedere la distribuzione degli oneri tra fiscalita' generale ed energetica, chiarire gli aspetti normativi relativi alla distribuzione di energia nei poli industriali.
Squinzi ha poi sottolineato la necessita' di un alleggerimento degli oneri burocratici per le imprese che pesano per l'1% sul Pil, ma tre quattro volte di piu' nella chimica che chiede norme piu' razionali e comprensibili, in grado di ridurre gli oneri amministrativi e i tempi burocratici e innanzitutto concentrare su un solo livello, rispetto ai tre esistenti, le competenze per l'avvio delle attivita' industriali.
Squinzi ha anche posto l'accento sulla questione delle bonifiche dei siti contaminati.
''Il codice ambientale, pensato come strumento di semplificazione, e' divenuto nel corso dell'ultima legislatura un vero e proprio campo di battaglia.
All'interno del codice la questione delle bonifiche si trascina da quasi un decennio''.
Servirebbero 30 miliardi , ma, aggiunge Squinzi, ''se si dovesse applicare l'analisi del rischio, come fanno gli altri paesi Ue, questi si potrebbero ridurre alla meta' senza pregiudicare la salute dei cittadini e la protezione dell'ambiente''.
Quanto alla direttiva europea sui diritti di emissione di Co2 ''non e' piu' accettabile che l'industria sia chiamata a risolvere pressoche' da sola i problemi pur essendo responsabile di meno del 30% delle emissioni''.

Approfondimenti:
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