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DANTE: DOPO 700 ANNI FIRENZE LO RIABILITA E REVOCA CONDANNA A ESILIO

A quasi settecento anni dalla morte, avvenuta a Ravenna nel 1321, Firenze riabilita Dante Alighieri.
Il consiglio comunale ha approvato la mozione della commissione cultura, presieduta da Dario Nardella, che contiene il testo unificato dei due atti presentati dai consiglieri Enrico Bosi e Massimo Pieri (FI-Pdl) che invita il sindaco ''a procedere alla pubblica riabilitazione di Dante Alighieri con la formale revoca della condanna'' e ''a considerare l'eventualita' di conferire in quella occasione il Fiorino d'oro o altra onoreficenza alla memoria del Sommo Poeta''.
Il documento e' passato con 19 voti favorevoli e 5 contrari.
Dante fu condannato all'esilio in contumacia nel 1302 e non rientro' mai a Firenze.
Della condanna si trova un'eco anche nella Divina Commedia nel famoso verso del XVII canto del Paradiso in cui Dante dice: ''Tu proverai si' come sa di sale lo pane altrui''.
In oltre 700 anni Firenze non aveva mai disconosciuto quella sentenza in modo ufficiale e l'unica riabilitazione era venuta da un 'Processo a Dante' celebrato nella basilica di San Francesco di Arezzo in occasione dell'ottavo centenario della nascita.
La decisione del Consiglio, commentano Bosi e Pieri, ''consentira' alla citta' di mostrarsi finalmente riconoscente verso il suo illustre concittadino, adoperandosi concretamente alla sua completa riabilitazione con un gesto che gli rende il dovuto onore e gli restituisce la piena dignita' e il rango di fiorentino eccellente''.
Contrari alla mozione del consiglio i verdi Giovanni Varrasi e Domenico Valentino.
''Abbiamo votato contro la decisione del consiglio di revocare l'esilio del sommo poeta Dante Alighieri - spiegano - perche' preferiamo ricordare il collegamento tra l'eccelsa dimensione poetica di Dante e la condizione di esiliato dal potere, non condividendo questa operazione sostanzialmente mediatica di buonismo antistorico''.

Approfondimenti:
I Verdi