L.ELETTORALE: AGOSTA, NON MI RICONOSCO PER NIENTE IN BOZZA BIANCO
''Mi riconosco molto nella prima
A parlare cosi', a bocciare la bozza Bianco presentata al
Senato lunedi' scorso, e' Antonio Agosta, il
costituzionalista che pochi mesi fa era stato nominato
all'unanimita' dalla Commissione Affari Costituzionali del
Senato come consulente unico per la stesura di quella
proposta di legge elettorale divenuta nota come la bozza
Bianco (dal presidente della Commissione Enzo Bianco).
Agosta ringrazia per il riconoscimento pubblico fatto nei
suoi confronti da Bianco, ma disconosce qualsiasi paternita'
del progetto che e' stato definito in questi giorni.
Agosta spiega il motivo in una intervista a 'Italia Oggi':
''Eravamo partiti dall'idea di realizzare in Italia un
sistema bipartitico non coatto, che rispettasse il
pluralismo, ma assicurasse anche la governabilita'.
Siamo
arrivati a una proposta, quella che martedi' prossimo andra'
ai voti, che invece vira fortemente verso il proporzionale.
E' un proporzionale che creera' problemi, perche' per
esempio, impone ai partiti la scelta preelettorale della
coalizione, con il risultato che tanti medio-piccoli si
metteranno assieme solo per le elezioni''.
Richiestoo di spiegare come dovrebbe funzionare la nuova
legge, Agosta dice che ''se non ci saranno correttivi, al
Senato si votera' in base a una formula proporzionale
esclusivamente su collegi uninominali, in ambito regionale,
con soglie di accesso del 5% dei voti validi.
Alla Camera, 50
per cento maggioritario, 50 per cento proporzionale su base
nazionale, con voto unico''.
''Piu' che il frutto di un lavoro tecnico -sottolinea
Agosta- e' stato il risultato dei vertici politici di queste
ore''.
Secondo Agosta la formula concordata ''consente ai grandi
partiti di trovare una sponda nei medi partiti e questi di
confidare con la soglia di sbarramento al 5% di calamitare al
loro interno i piccoli''.
Oltre a confermare che i partiti piccoli (Udeur,
Socialisti, Pdci e Verdi chiedono un abbassamento della
soglia al 3 o perfino al 2%, Agosta smentisce che la
preferenza sia stato un argomento al centro dei lavori: ''La
battaglia per la preferenza e' stata una grande operazione
comunicativa.
A crederci veramente sono stati in pochi, penso
per esempio all'Udc.
Ora per i partiti e' fondamentale
presentare liste brevi, ma bloccate''.
E i cittadini?
''Possono accettare la scelta del partito votando il
candidato messo in lista, oppure possono bocciarla, bocciando
il partito.
Su questo non credo che ci saranno correttivi''.
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