UDC: CASINI LANCIA LA SFIDA DEI VALORI CATTOLICI, LE REAZIONI A NORDEST
La difesa dei valori cristiani al
sensibili, anche per evitare che in futuro diventino
passaggio obbligato di legiferazione e, quindi, di probabile
scontro e di spaccature.
Lo ha ribadito il leader dell'Udc,
Pierferdinando Casini, a Mestre, davanti a circa un migliaio
di iscritti.
I quali hanno applaudito quando ha annunciato
che il partito correra' da solo, ma non cosi' fragorosamente
come ci si poteva aspettare in quel frangente storico.
Gli
ucidini veneti, infatti, sono al governo da tempo con Fi e
An, oltre che con la Lega, e il governatore Giancarlo Galan,
nei giorni scorsi, non solo ha riconosciuto che si sono
comportati bene, ma ha pure aggiunto che ''un posto al sole''
per Antonio De Poli, gia' assessore regionale, ci sara'
sempre.
In Friuli Venezia Giulia, per contro, l'Udc sta
lavorando con la Cdl per le prossime candidature alle
Regionali e alle amministrative.
Quanto, poi, al richiamo di
Casini ai valori cristiani, questo e' stato sottolineato dal
battimani dei convegnisti di Mestre, ma non cosi'
appassionato come forse il leader si aspettava.
''Il fatto e'
- spiega don Bruno Cescon, direttore del settimanale
diocesano di Pordenone ''Il Popolo'' e coordinatore delle
testate delle quindici diocesi del Triveneto - che i valori
cristiani, in quanto valori umani ed universali debbono
trovare concretezza (almeno cosi' si ritiene nelle nostre
regioni), non esclusivamente in una formazione politica, ma
in tutte le realta' di partito, appunto perche' appartengono
all'uomo''.
Peraltro, nei giorni scorsi, l'autorevole Fondazione Zancan e
la Caritas di Padova avevano lanciato, in un convegno sulle
poverta', un forte richiamo a tutti i cristiani, perche'
impieghino il tempo della campagna elettorale per verificare
ciascun programma e di decidere il voto in base agli impegni
descritti di lotta alla poverta' e di sostegno alla famiglia.
Il presidente della Fondazione, mons.
Giuseppe Pasini, aveva
sottolineato che ''essendo la poverta' un gravissimo peccato
strutturale'', di fatto costituisce uno dei piu' gravi temi
''eticamente sensibili'', strettamente connesso alla famiglia
e alla necessita' di sostenerla, per evitare, altrimenti,
l'impoverimento di ''almeno 8 milioni di italiani''.
''La
famiglia e' sicuramente un'esigenza sentita - riconosce don
Cescon -.
Lo e' anche la bioetica, ma i problemi che la
famiglia quotidianamente vive sono evidentemente avvertiti in
misura piu' forte''.
L'aborto, dunque? Nelle comunita'
ecclesiali del Nordest si cerca in ogni modo di evitarne la
strumentalizzazione politica.
Un comportamento prudente
tenuto anche da Casini all'incontro di oggi.
Il leader
dell'Udc ha invece insistito sull'accoglienza degli
immigrati, tema piu' avvertito, spesso strumentalizzato nella
terra leghista del Veneto e del Nordest: ''guai a chi ne fa
del razzismo'' ha detto chiaro e tondo il Leder dell'Udc,
sapendo come tutte le Chiese del Nordest siano impegnate da
sempre nell'accoglienza.
Casini, pero', ha anche sottolineato
che gli stessi immigrati non possono comportarsi ''da
padroni'' in una terra che non e' loro.
''In verita' -
sottolinea Cescon - siamo dinanzi ad una societa' che si
trova in una fase di transizione e che e' alla ricerca di
punti di riferimento.
Innanzitutto etici''.
Gli stessi,
guarda caso, citati da Casini, quando ha osservato, sempre a
Mestre, che i nostri figli non possono avere come ''modelli''
solo le veline.
fdm/sam/ss