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PROMETEIA: NEL 2008 CRESCITA PIL ITALIA +0,5% E +1% NEL 2009

Anche l'istituto Prometeia conferma italiana, pur non difforme dal contesto europeo, risentira' maggiormente, come nel passato del resto, della fase ciclica. Il rallentamento e' piu' intenso, portando la crescita della nostra economia allo 0,5 per cento nel 2008, 1% nell'anno successivo.
Il rallentamento del biennio 2008-09 dovrebbe essere guidato dalla minore dinamica dei consumi, mentre le esportazioni, pur in rallentamento, manterrebbero un ritmo di crescita nell'intorno del 3 per cento.
Gli investimenti in macchinari e attrezzature, in stagnazione gia' dal 2007, registreranno una caduta dello 0,8 per cento nel 2008, per il permanere di condizioni di domanda deboli e incerte che bloccheranno i piani di investimento.
Il rallentamento degli investimenti in costruzioni, testimoniato da numerose indicazioni congiunturali, avverra' con maggiore lentezza, per il ritardo col quale le decisioni di avviare nuovi progetti si trasmettono all'intero processo produttivo dell'edilizia.
Sara' solo a partire dal 2010 - afferma Prometeia - che potranno essere recuperati tassi di sviluppo superiori al punto percentuale.
Nella media del quinquennio di previsione, tuttavia, il tasso medio di crescita non si discostera' da quello dei cinque anni passati.
Un risultato che potrebbe sembrare eccessivamente cauto, alla luce degli effetti che il processo di ristrutturazione del settore industriale intrapreso negli anni passati sta manifestando sulla ripresa delle esportazioni. Bisogna pero' tenere conto delle condizioni esterne, che in questo quinquennio saranno peggiori sia in termini di domanda estera sia per l'apprezzamento del cambio, e della stance della politica economica, sia fiscale che monetaria, certamente meno accomodante rispetto al quinquennio passato. La politica di bilancio attesa nei prossimi anni, infatti, sara' indirizzata ad amministrare il consolidamento dei conti pubblici ottenuto nell'ultimo biennio.
Nelle nostre ipotesi, il miglioramento degli andamenti tendenziali si affianca al proseguire delle azioni di contenimento delle spese correnti non sociali avviato negli ultimi due anni.
I risparmi che ne deriveranno non porteranno a ulteriori riduzioni di disavanzo, ma al finanziamento di spese per infrastrutture e al sostegno del reddito degli operatori, famiglie soprattutto, via maggiori prestazioni sociali e un, molto modesto, alleggerimento della pressione fiscale. red-did/cam/rob