GOVERNO: BERLUSCONI ANNUNCIA TEMPI DURI.
PRODI LASCIA GUIDA PD(IL PUNTO)
Il presidente del Consiglio in
le riforme necessarie per affrontare le emergenze del paese
''avranno anche contenuti di impopolarita''.
Il primo vertice
con gli alleati della nuova maggioranza, Umberto Bossi,
Gianfranco Fini e Raffaele Lombardo a Palazzo Grazioli guarda
al menu' dei primi interventi dell'agenda di governo con la
consapevolezza che si aspettano tempi duri per l'economia che
comporteranno tagli alle spese e sacrifici.
E Berlusconi
pensa a una 'due diligence' sui conti lasciati dal
centrosinistra, condotta da una commissione indipendente.
Sulla composizione del futuro governo, che sui giornali di
oggi sembrava essere gia' sostanzialmente delineata, i tempi
si allungano.
''Non si e' concluso ancora nulla, ci vorranno
secoli'' spiega Umberto Bossi al termine della riunione.
Gianfranco Fini pero' rompe la consegna del silenzio e
scende in campo nel toto-ministri con una nota ufficiale a
sostegno di Giulia Bongiorno, deputata uscente e ex avvocato
di Giulio Andreotti, vista a via della Scrofa come la scelta
giusta alla Giustizia.
Da Berlusconi viene tuttavia
un'indicazione di metodo.
Sul modello del presidente francese
Sarkozy apre all'apporto dell'opposizione per
l'individuazione di alcune personalita' da inserire nella
macchina governativa.
Alitalia, ponte sullo Stretto, Libano e Bce sono gli altri
temi che il leader del Pdl inserisce tra le priorita' del
governo enunciate nella conferenza stampa conclusiva del
vertice.
Per la compagnia di bandiera tiene aperta la porta
all'Air France ma anche a iniziative alternative.
Il cantiere
del ponte puo' riaprire in fretta, dice il Cavaliere e si
ripropone di riesaminare le regole d'ingaggio delle nostre
truppe in Libano.
Per la Banca centrale europea vede un
ampliamento delle funzioni ''con decisione corale, al di la'
della funzione di controllo dell'inflazione''.
Sul versante opposto la giornata al loft del Pd e'
trascorsa tra incontri e approfondimenti per individuare i
prossimi capigruppo a Camera e Senato.
Candidati di bandiera
sono gli attuali presidenti di senatori e deputati del Pd,
Anna Finocchiaro e Antonello Soro, ma Veltroni tiene a
imprimere anche qui una linea di cambiamento mentre e' ancora
aperto il confronto con l'Idv di Antonio Di Pietro orientato
a costituire gruppi separati.
A turbare una giornata di riposo in famiglia del
segretario del Pd e' arrivata la diffusione della lettera con
cui Romano Prodi si e' dimesso a Pasqua dalla presidenza
dell'assemblea costituente del partito.
La notizia, smentita questa mattina dal suo portavoce
Silvio Sircana, e' stata poi confermata dallo stesso premier
che si trova a New York per la riunione del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite.
''Ho preso una decisione molto chiara, molto semplice,
molto ferma e molto coerente: non mi sono presentato alle
elezioni - ha spiegato Prodi nella missiva - perche' ritenevo
e ritengo sia necessaria una nuova leva, un nuovo gruppo
dirigente per portare avanti la crescita ed il rafforzamento
del Pd''.
Prodi ha aggiunto che intende comunque restare ''supporter
forte e leale del partito, cercando di lavorare su
riflessioni e proposte''.
Cer/mcc/lv