@®
Publiweb

@®
Publiweb


SESSANTOTTO: LUSPIO, TRE GIORNI DI STUDIO SULL'IMPATTO IN ITALIA

Il 1968 e' il padre o comunque sessuale'', con profondi mutamenti in campo culturale, sociale, politico.
Presentando il volume ''40 anni dopo: il Sessantotto in Italia fra storia, societa' e cultura'', una ricerca scientifica che raccoglie numerosi saggi sulla materia, Antonio Iodice, presidente dell'Istituto di studi politici S.
Pio V, nell'ambito del convegno multidisciplinare dedicato dalla Luspio a ''I linguaggi del Sessantotto'', ha osservato come il dibattito in atto su quel periodo ''e' testimonianza della vasta portata di uno degli snodi storici su cui gli studi non saranno mai sufficienti''. Per Iodice ''l'eredita' del '68 e' un patrimonio che facilita la lettura del presente e fornisce strumenti interpretativi delle sfide difficili e complesse dei miti che caratterizzano il XXI secolo: le rigide regole del mercato e le ricadute sui piu' deboli, la crescente domanda dei consumi, il diffuso relativismo etico''. In un convegno i cui lavori si concluderanno sabato 17 maggio, la libera Universita' San Pio V sta indagando, con il contributo di docenti prestigiosi come Franco Ferrarotti, ma anche di testimoni come Giampiero Mughini e Marco Boato, i diversi aspetti del fenomeno, con particolare attenzione alla sua dimensione internazionale, al linguaggio ed al rapporto con il mondo cattolico.
Ed e' toccato proprio a Marco Boato ricordare come, a seguito di quel periodo di forte partecipazione, anche in Italia entrarono nel costume e nella legislazione importanti conquiste, dallo statuto dei diritti dei lavoratori, al voto a 18 anni, al divorzio ed al referendum, all'obiezione di coscienza, al diritto di famiglia, alla nuova legge sui manicomi, ecc. sat/mcc/ss