PD: VELTRONI, CON UMILTA' E COSTANZA POTREMO DIVENIRE MAGGIORANZA
L'amarezza e la delusione con cui e'
al Pd, dal relativismo delle alleanze e del proporzionalismo
retaggio della seconda meta' del novecento alla vocazione
maggioritaria.
Walter Veltroni reagisce alle critiche interne
alla sua linea nella sua relazione al primo coordinamento
nazionale riunito dopo il voto di aprile, invitando a
guardare a strategie ''di piu' lunga lena'', alle innovazioni
raggiunte, alla fluidita' dell'elettorato e si dice convinto
che la maggioranza e' in futuro'' pienamente contendibile''
con ''costanza e umilta'''.
''E' in questa ambivalenza tra sconfitta elettorale e
conquista di un terreno di competizione politica piu'
avanzato e maturo che risiede il significato storico di
queste elezioni - spiega Veltroni -, sbaglieremmo se nella
nostra analisi amputassimo il risultato elettorale dell'una o
dell'altra delle sue dimensioni, proprio in quanto ci siamo
lasciati definitivamente alle spalle la cultura
proporzionalistica per la quale cio' che conta e' la forza
relativa del proprio partito e solo essa, non possiamo che
giudicare quella del 13 e del 14 aprile una sconfitta nella
sfida di governo, al tempo stesso e' grazie al risultato del
partito democratico di dimensioni europee, pur nella
sconfitta, se la prospettiva dell'alternanza resta aperta e
l'attuale equilibrio resta contendibile''.
''Giudicare il risultato elettorale con il respiro corto
e' un errore politico e culturale molto grave - avverte
Veltroni -, l'amarezza e la delusione che hanno attraversato
le nostre file ci parlano di una crescente consapevolezza
della radicalita' della crisi del centrosinistra che ha
governato 7 anni su 14 senza mai riuscire a diventare
maggioranza nel paese''.
''Guai se di fronte alle difficolta' avessimo la
tentazione di voltare la testa all'indietro, guai se solo
perche ' la strada si presenta in salita rinunciassimo al
cammino che tutti insieme abbiamo iniziato - avverte Veltroni
- se cercassimo scorciatoie che la storia ha dimostrato si
rivelano solo apparentemente piu' agevoli, anche perche' ci
ha permesso di risalire una china apparsa clamorosamente
evidente nelle elezioni amministrative del 2007: Cdl al 57%,
l'Unione perde 7 punti, Pd a picco, questo era il titolo dei
giornali di allora, la crisi del centrosinistra era pagata
per intera dal partito democratico''.
''Nessuno di noi si illuda, ne abbiamo parlato ieri in un
interessante seminario di Italianieuropei, che il risultato
raggiunto in queste elezioni sia un nuovo zoccolo duro -
prosegue il segretario del Pd - temo che questa definzione si
attagli di piu' alle provinciali del 2007, il resto e' il
prodotto di quel recupero di fiducia che abbiamo visto nelle
piazze e in quella campagna elettorale che tutti hanno
definito efficace e innovativa, quei voti vanno riconquistati
ogni giorno e ci impongono di continuare il progetto
d'innovazione che abbiamo avviato qualche mese fa''.
''Dobbiamo riuscire a parlare alla societa' italiana, alle
sue speranze e alle sue angoscie lungo tre grandi direttrici
- indica Veltroni - una delle quali e' il mondo dell'impresa
grande ma soprattutto media e piccola che chiede un paese
piu' moderno, piu' veloce e piu' semplice; un fisco amico
dello sviluppo e quindi di chi produce; una pubblica
amministrazione piu' efficiente, meno costosa e capace di
rendere servizi di livello europeo; un programma di
infrastrutture che trasformi l'Italia nella grande
piattaforma logistica del Mediterraneo, ricomporre la
frattura fra lavoro e sapere.
Con questo segmento strategico
in campagna elettorale abbiamo ristabilito una comunicazione
ma non si e' ancora tradotta in consenso: quando parlo di
sfondamento al centro non parlo solo di centro politico
perche' abbiamo ancora un'idea molto novecentesca delle
ragioni per le quali le persone votano, ma lo sfondamento
sociale in aree del paese nelle quali facciamo fatica a
penetrare e sono quelle del lavoro, sia operaio sia
dell'impresa piccola e media.
Abbiamo seminato, il tempo del
raccolto arrivera' se sapremo dare prova di umilta' e di
costanza''.
La seconda direttrice da percorrere per Veltroni e' quella
del dialogo con la popolazione che si sente piu' insicura: le
famiglie, i pensionati, i precari.
''La terza deve avere come
interlocutore quella parte del mondo cattolico moderato ma
popolare e democratico che ritiene ancora il Pd non abitabile
per chi sostiene una visione politica di ispirazione
cristiana''.
Cer/sam/lv