GOVERNO: IERI LA FIDUCIA ALLA CAMERA, OGGI IL VOTO AL SENATO
Con 335 si', 275 no e un solo
previsto intorno alle 13.
Il governo e' intanto gia' al lavoro in vista del
Consiglio dei ministri che si terra' mercoledi' prossimo a
Napoli, citta' dove il premier ha deciso di intervenire
drasticamente per mettere fine allo scandalo della
spazzatura.
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha nel
frattempo annunciato ufficialmente l'abolizione della tassa
Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari,
mentre il ministro degli Interni Roberto Maroni sta definendo
gli ultimi dettagli del ''pacchetto sicurezza'' (ieri e'
esploso il problema dei campi nomadi dei rom, con l'assalto
nei pressi di Napoli di uno di questi campi da parte di
decine di cittadini che sospettavano il tentato rapimento di
una bambina).
Su quest'ultimo punto, il ministro Maroni ha
annunciato che alcuni provvedimenti saranno attuativi per
decreto legge e altri seguiranno il naturale iter
parlamentare (''Il problema e' dare un immediato segnale
contro l'immigrazione clandestina'').
Allo studio del governo
ci sono poi le questioni che riguardano la crisi
dell'Alitalia e il prossimo rinnovo del Consiglio di
amministrazione della Rai.
Questo quarto governo Berlusconi, dopo aver battuto il
record della velocita' nei suoi tempi di composizione e nel
via libera parlamentare, ha quindi tutte le intenzioni di
fare un efficace esordio dal punto di vista delle decisioni
operative.
Il premier e' pure soddisfatto dell'atteggiamento
dell'opposizione, in particolare di quello del Pd di Walter
Veltroni.
Lo ha definito addirittura ''storico'',
intervenendo nel pomeriggio di ieri a sorpresa nell'aula del
Senato dove si e' dichiarato subito disponibile a rivedere le
norme che regolano la nomina del Consiglio di amministrazione
della Rai.
A Montecitorio, nella replica, aveva citato il
comico Maurizio Crozza a dimostrazione del suo buon umore
(''Pacatamente e serenamente, se po' ffa'!''), parlando
ancora una volta di possibili intese bipartisan e di dialogo
con sindacati e imprese per evitare ogni tensione sociale.
Intervenendo a Montecitorio, Veltroni aveva in effetti
raccolto la mano tesa del premier (''la Rai e le riforme
istituzionali saranno il primo banco di prova''), anche se a
suo avviso nelle dichiarazioni programmatiche di Berlusconi
e' mancato ''un disegno alto e forte''.
Piu' o meno stesse
parole nell'intervento di Pier Ferdinando Casini, leader
dell'Udc, deciso per ora a restare all'opposizione e a
giudicare il governo sui fatti.
Molto diverso l'atteggiamento
di Antonio Di Pietro, Italia dei valori, che ha spiegato
nella sua dichiarazione di voto: ''Noi non abbocchiamo.
Non
intendiamo cadere nella tela del ragno.
Abbiamo memoria e non
intendiamo perderla.
Conosciamo bene la sua storia personale
e politica''.
Poi, ai giornalisti, ha detto polemicamente:
''All'opposizione sono rimasto solo io''.
Sulla linea dell'opposizione morbida scelta da Veltroni c'e'
qualche malumore all'interno del Pd.
Alcuni parlamentari
vicini alle posizioni di D'Alema - tra questi l'ex ministro
Pierluigi Bersani - criticano l'enfasi posta dall'ex sindaco
di Roma sulla questione della Rai a discapito delle emergenze
economiche e salariali.
Ieri pomeriggio c'e' stata una
riunione improvvisata di alcuni parlamentari del Pd presso la
sede della Fondazione Italianieuropei presieduta da D'Alema
(vi ha partecipato anche Veltroni).
Non e' trapelato granche'
sul contenuto e la natura dell'incontro, ma ormai si parla
con insistenza di un dissenso dell'ex ministro degli esteri
sulle mosse del segretario del Pd per delineare la politica
dell'opposizione.
gar/cam/alf