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FAMIGLIA: GOVERNO, SI COMINCIA CON ICI, OBIETTIVO QUOZIENTE FAMILIARE

Quali saranno le politiche per la il momento, l'unico provvedimento certo e' quello dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa, una misura di valore ''economico e simbolico'' secondo la sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, ''perche' sono molti gli italiani che hanno una casa di proprieta', non solo tra i ceti alti''. L'occasione per fare il punto sulle misure che il Berlusconi IV prendera' sul tema caldo della famiglia nei cruciali ''100 giorni' e' stato il convegno organizzato dal Forum delle Famiglie in occasione della Giornata internazionale delle famiglie promossa dall'Onu, giorno che ha anche visto la consegna del milione di firme a favore di ''un fisco a misura di famiglia'' al Presidente delle Repubblica Giorgio Napolitano. Al convegno non e' mancata Roccella, che del Family Day e' stata portavoce, ne' Carlo Giovanardi, che sulla famiglia e' invece competente in quanto sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.
Dall'opposizione, invece, si sono fatti vedere Rocco Buttiglione e Paola Binetti. Abolizione dell'Ici prima di tutto, quindi, in linea con le promesse elettorali.
''Abrogazione della tassa sulle successioni e sulle donazioni'', azzarda poi Giovanardi, sempre in vista del prossimo Consiglio dei Ministri.
Piu' oltre, pero', il cammino si fa piu' nebuloso: la bussola e' quel passaggio da un sistema di tassazione fatto di detrazioni ad uno di deduzioni, che prefigura l'introduzione del ''quoziente familiare', che sta alla base proprio della petizione presentata dal Forum delle Famiglie.
Si tratterebbe di una riforma che, pienamente implementata, avrebbe costi importanti: Rocco Buttiglione ha parlato di ''30 miliardi di euro'' per l'intera legislatura, una cifra che non puo' che portare all'allungamento dei tempi.
Non a caso, Giovanardi e Roccella parlano di ''percorso'' e ''avvicinamento''.
E poi'? Ci sono tutta una serie di misure, spesso gia' introdotte dai precedenti governi, da rafforzare ed allargare: asili nido, politiche di conciliazione.
E il bonus bebe''? ''Un provvedimento - secondo Roccella - anche questo di valore simbolico, anche se transitorio, che da' pero' un segnale forte'', per il quale pero' la tempistica, anche qui, rimane incerta. Conta pero' anche il cambio di mentalita' e di impostazione nell'affrontare tutto il capitolo delle politiche familiari: un dietrofront che deve essere radicale.
''Bisogna impostare la politica pubblica in modo diverso da come si e' fatto negli ultimi trent'anni - spiega la neo-sottosegretario al Welfare - centrandola sulla famiglia e non sull'individuo''.
''La famiglia - spiega Roccella - ha da sempre compiti di sussidiarieta' che se ricadessero sulle spalle del welfare nazionale costerebbero moltissimo.
Non a caso - aggiunge - in Paesi dove si spende molte per le politiche sociali, come la Svezia, ci sono moltissime madri single, la famiglia non tiene''. Sulla stessa linea anche Giovanardi, che spiega che, nel pensare e distribuire i sostegni pubblici per le politiche familiari, si avra' ''una particolare attenzione'' alla famiglia fondata sul matrimonio.
Sarebbe assurdo, secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, se da una revisione della situazione attuale si scoprisse che le coppie non sposate sono piu' favorite di quelle sposate.
''Sarebbe un incentivo a non sposarsi'', mentre la famiglia, ''secondo la Costituzione laica e repubblicana'', e' quella fondata sul matrimonio e va premiato chi si assume, con il matrimonio, una responsabilita' nei confronti della societa' e che esprime anche una ''potenziale stabilita''.
Solo se risultasse che coppie di fatto e omosex fossero discriminate, ''e io non credo'', osserva Giovanardi, queste discriminazioni ''andrebbero eliminate''. Per parte sua, Roccella spiega che bussola del suo lavoro sara' la ''cultura della maternita'''.
''La crisi della natalita' e' grave, un Paese che non fa figli e' un Paese ripiegato su se stesso, in crisi di futuro, privo di dinamismo e di energie''.
Come risolvere il problema'? ''Non solo asili nido'', secondo la sottosegretario, ma interventi per permettere alle donne, a tutti i livelli, prima e dopo il parto, ''di essere libere di essere madri''. asp/mcc/lv