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PAPA/SAPIENZA: VISITA ANNULLATA PER DIVISIONI IN ''FAMIGLIA'' (sintesi)

E' alla fine saltata polemiche sono proseguite senza tregua e che ha anche visto alcuni studenti dei collettivi occupare per qualche ora l'Aula Magna del Rettorato, e' arrivata da Oltretevere la decisione, presa dopo lunga riflessione, di cancellare la visita prevista per dopodomani, giovedi' 17 gennaio. Per spiegare la scelta di annullare l'evento, fonti del Vaticano scelgono di usare una semplice metafora: ''Se si riceve un invito da parte di una famiglia, ma poi quella famiglia comincia a dividersi, e accade quello che e' successo in questi giorni, non e' piu' il caso di accettare''.
Ragioni, quindi, di ''cortesia'' e opportunita' piuttosto che serie preoccupazioni di ordine pubblico.
Il Viminale, infatti, ha fatto sapere di aver preso tutte le misure necessarie per la sicurezza del papa e l'eventualita' di scontri violenti tra polizia e manifestanti era stata disinnescata dopo che ai collettivi che volevano protestare contro la visita del pontefice era stato garantito uno spazio all'interno della cittadella universitaria, cosi' come da loro richiesto. La giornata era cominciata in un clima di tensione crescente, con le prime pagine dei giornali dominate dalle polemiche scatenate dalla lettera di 67 professori dell'ateneo romano che chiedevano al rettore Renato Guardini di annullare l'invito, ''in nome della laicita' della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia''. La protesta, in realta', veniva da lontano: gia' a meta' novembre, il professore emerito Marcello Cini aveva scritto una durissima lettera al Rettore per protestare contro l'ipotesi, poi non confermata, che il papa tenesse anche alla Sapienza, come gia' a Ratisbona, una ''lectio magistralis'. Ad ogni modo, secondo il professore, una visita del pontefice in occasione dell'apertura dell'anno accademico riporterebbe indietro l'ateneo ''di trecento anni''.
Pochi giorni dopo, la gia' citata lettera dei 67 riprendeva, piu' succintamente le argomentazioni di Cini ma la questione rimaneva ancora chiusa tra le quattro mura della citta' universitaria. Tuttavia, la polemica riesplodeva a ridosso della visita, in particolare dopo la pubblicazione della lettera dei professori dal quotidiano ''La Repubblica''. Nel corso della giornata, risulta chiaro che sia centrodestra cosi' come dal centrosinistra la contestazione alla visita del papa viene considerata, pur con toni diversi, inaccettabile: da Rutelli a Casini, da An al ministro Turco, tutti ribadiscono che impedire al papa di parlare sarebbe una violazione proprio di quella liberta' di pensiero e di parola espressa dall'istituzione universitaria. Intanto, vengono definiti i dettagli della giornata di giovedi' e il Rettorato, per minimizzare le occasioni di polemica, decide di ''sdoppiare' la mattinata in due momenti distinti: prima la cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico, con la presenza del sindaco di Roma Walter Veltroni e del ministro dell'Universita' e della Ricerca Fabio Mussi; poi la visita di papa Benedetto e il suo discorso ''alla comunita' universitaria''. Ma questo non basta a rasserenare gli animi: verso l'ora di pranzo alcuni esponenti del collettivo ''Rete dell'Autoformazione'' occupa l'Aula Magna del Rettorato. Chiedono uno spazio dove manifestare all'interno della citta' universitaria durante la visita del papa.
Dopo un incontro con il rettore e trattative con la Questura, lo spazio viene accordato: non proprio sotto la Minerva ma sufficientemente vicino perche' i loro striscioni e i loro ''assalti sonori' riescano a comunicare il messaggio di protesta. Tuttavia, con il passare delle ore, si fanno piu' insistenti le voci di un possibile annullamento della visita, piu' volte smentite con sempre minore convinzione e infine confermate da uno scarno comunicato della Sala Stampa vaticana: ''A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all'Universita' degli Studi 'La Sapienza', che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedi' 17 gennaio, si e' ritenuto opportuno soprassedere all'evento.
Il Santo Padre inviera', tuttavia, il previsto intervento''. L'annuncio provoca il riesplodere della polemica politica, con Silvio Berlusconi che parla di ''una rinuncia che e' una sorpresa dolorosa che umilia lo Stato'' mentre il presidente del Consiglio Romano Prodi che condanna ''gesti, dichiarazioni e atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile''. Anche dal mondo della scienza arrivano reazioni negative all'esito della vicenda, con il premio Nobel Carlo Rubbia, membro della Pontificia Accademia delle Scienze, che si dice ''costernato'' di una polemica ''uscita dalle norme del vivere civile e da ogni ragionevole proporzione''. asp/mcc/rob