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PAPA/SAPIENZA: RUBBIA, SCIENZIATI DOVREBBERO MOSTRARE PIU' APERTURA

Da Ginevra, dove e' impegnato per segue con stupore la vicenda della visita, poi annullata, di papa Benedetto XVI all'universita' La Sapienza di Roma.
''Sono costernato da tutta questa vicenda - dichiara all'Asca -.
Mi domando se con tutti i problemi in cui versa la ricerca in Italia, i firmatari di questa lettera che si dicono offesi ed umiliati da un discorso, probabilmente anche male interpretato, tenuto dal Papa nel 1990, non avessero qualcosa di piu' utile e urgente da fare''. ''La scienza in se' e per se' - prosgue il premio Nobel - e' ricerca della conoscenza, non e' ideologica e chi la pratica dovrebbe dimostrare apertura mentale, disponibilita' al dialogo e curiosita'.
Molti scienziati non sono credenti, ma questo non implica automaticamente che abbiano il diritto di impedire a qualcuno che rappresenta valori diversi dai loro di varcare la soglia di un'universita' o di esprimere il proprio pensiero.
Se poi si tratta del Papa, di cui credo sia indiscussa l'autorita' morale e culturale per miliardi di persone al mondo, mi sembra che si sarebbero potuti trovare altri modi e altri tempi per manifestare al rettore il proprio dissenso''.
''Come membro dell'Accademia Pontificia, in cui siedono scienziati di tutte le confessioni e anche non-credenti, posso testimoniare della piu' larga liberta' di opinione e di discussione.
Vorrei anche ricordare che il predecessore di Benedetto XVI ha visitato a suo tempo, nel piu' grande rispetto ed ammirazione dei fisici di tutto il mondo presenti al Cern, il nostro Laboratorio.
Non vedo perche' il Papa a Roma non possa essere il benvenuto all'universita' della Sapienza.
Si tratta dell'ennesimo, triste esempio di una vicenda uscita dalle norme del vivere civile e da ogni ragionevole proporzione.
Credo - conclude il prof.
Rubbia - che qualcuno abbia veramente peccato di superbia.
E come sempre accade il rumore della polemica distoglie l'attenzione dai veri problemi''. asp/mcc/rob