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PAPA/SAPIENZA: ASTRONOMO VATICANO, SCIENZA E RELIGIONE NON IN CONTRASTO

La polemica sulla perche' per f.
Guy Consolmagno, gesuita, astronomo e portavoce della Specola Vaticana a Castelgandolfo, ''la fede e' la ragione stessa per cui faccio ricerca''. ''Credo che l'universo sia ragionevole e valga la pena dedicare la propria vita a studiarlo - spiega - proprio perche' e' un'espressione creativa di un Dio amorevole che l'ha fatto volontariamente, che ha costantemente riflettuto sulla sua bonta' e che 'ha amato cosi' tanto la sua creazione da mandare il proprio unico figlio' a farne parte''. Nessun contrasto, quindi, tra la concezione della ragione e della fede espresse da Benedetto XVI e la razionalita' e liberta' propria della ricerca scientifica: ''Anche se non si pensa come un credente, ogni scienziato e' votato alla verita'.
La ricerca della verita' e' lo scopo delle nostre vite e, per me, questa ricerca e' la stessa cosa che adorare quel Dio che si e' definito 'la via, la verita' e la vita'''. F.
Consolmagno e' d'accordo con papa Ratzinger quando sostiene che ''non e' possibile rispondere a meta-domande sulla ragione dell'universo semplicemente con la scienza'', cosi' come non e' possibile descrivere il funzionamento dell'universo stesso ''cercando la risposta nella Bibbia''. Tuttavia, aggiunge, ''i due piani interagiscono nell'essere umano e ognuno e' al servizio dell'altro''. Il rapporto tra scienza e fede, secondo il gesuita statunitense e' perfettamente riassunto nella lettera inviata da Giovanni Paolo II all'allora direttore dell'Osservatorio vaticano, f.
George Coyne: ''La scienza puo' purificare la religione dall'errore e dalla superstizione; la religione puo' purificare dall'idolatria e dai falsi assoluti.
Ciascuna puo' portare l'altra in un orizzonte piu' grande, un orizzonte in cui entrambe possono prosperare''. asp/mcc/alf