ALITALIA: FORMIGONI, SU MALPENSA NULLA DI FATTO AL TAVOLO MILANO
''Sarebbe un delitto perdere
che prospetta una soluzione senza via di uscita''.
Lo ha
affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto
Formigoni, al termine del Tavolo Milano, riunito oggi a
Palazzo Chigi e presieduto dal presidente del Consiglio,
Romano Prodi.
Oltre a Formigoni erano presenti gli assessori
regionali alle Infrastrutture e Mobilita', Raffaele Cattaneo,
al Territorio e Urbanistica, Davide Boni, il presidente della
Provincia di Milano, Filippo Penati e il sindaco Letizia
Moratti.
La parte governativa, oltre al sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, era invece
rappresentata dai ministri Alessandro Bianchi (Trasporti),
Antonio Di Pietro (Infrastrutture), Barbara Pollastrini (Pari
Opportunita') e Linda Lanzillotta (Affari regionali).
''Abbiamo proposto una moratoria - ha detto Formigoni -
affinche' Air France accetti di trattare Alitalia come e'
stato fatto in Olanda per Klm, concedendo cinque anni di
tempo per garantire gli stessi servizi offerti da Alitalia.
Noi ne chiediamo tre.
Il ministro dell'Economia, Tommaso
Padoa Schioppa, e' l'azionista di Alitalia e pretenderebbe di
affidare la vendita della Compagnia alla stessa Alitalia, ma
e' il Governo che deve occuparsi di questa negoziazione''.
Il presidente Formigoni, insieme a Cattaneo, ha ricordato
che in tre anni o forse meno, operando sulle liberalizzazioni
delle rotte aeree, e' possibile portare Malpensa a dare
servizi che Air France non offre: ''Air France afferma di
spendere 200 milioni di euro all'anno per restare su
Malpensa, un costo che potrebbe risultare notevolmente
inferiore se Alitalia fosse meglio gestita.
Di fatto, in
assenza di novita', l'hub di Malpensa si ritroverebbe con 8
milioni di passeggeri in meno, 40 mila voli in meno, e oltre
7 mila persone senza lavoro''.
Al di la' dell'apprezzamento per le aperture da parte del
presidente del Consiglio Prodi e del ministro Di Pietro,
Formigoni ha comunque lamentato l'incapacita' dell'esecutivo
di fissare una nuova data precisa per riconvocare il Tavolo
Milano (come egli stesso ha subito chiesto) e tornare ad
approfondire la vicenda Malpensa.
fcz/mcc/rob