FOCUS ELETTORALE: SALARIO MINIMO.
DELL'ARINGA, SI' PER PARASUBORDINATI
Si' al salario minimo per i
dipendenti coperti da un contratto nazionale.
E' l'opinine
del giuslavorista, Carlo Dell'Aringa a proposito della
proposta lanciata da Walter Veltroni sull'introduzione di un
'compenso minimo legale' di 1000-1100 euro.
''Quando si parla di salario minimo - spiega Dell'Aringa
interpellato dall'Asca - bisogna intendersi per quale tipo di
lavoratori.
Io credo che il target principale debbano essere
i parasubordinati, coloro che hanno forme di collaborazione e
non sono protetti da contratti nazionali''.
Per il mondo del
lavoro dipendente ''sarei piu' guardingo e dubbioso''.
Sono interessati al salario minimo ''soprattutto i giovani
che entrano nel mercato del lavoro.
Sappiamo che spesso sono
pagati poco, che una quota di essi riceve un compenso sotto i
minimi tabellari.
I beneficiari dovrebbero essere coloro che
hanno forme vere di collaborazione, non collaborazioni
fasulle, che hanno un unico committente e di fatto la loro
prestazione richiede un impegno quasi a tempo pieno''.
Per
questa platea ''il salario minimo va nella giusta
direzione''.
Queste misure, spiega Dell'Aringa, devono essere
accompagnate da ''compensazioni'' a favore delle imprese, che
altrimenti sono indotte al lavoro nero.
Da qui l'opportunita'
di introdurre un incentivo fiscale per le imprese, che pero',
avverte l'economista del lavoro, ''deve essere ben calibrato
perche', se dovesse risultare troppo conveniente, le aziende
potrebbero essere indotte ad aumentare l'uso delle
collaborazioni'' anziche' fare contratti di apprendistato o
comunque regolati dai contratti nazionali.
Per quanto riguarda il mondo del lavoro dipendente,
secondo Dell'Aringa dovrebbe essere avviata una discussione
con i sindacati per verificare ''se ci sia qualche categoria
non protetta dai contratti e alla quale potrebbe essere utile
estendere il salario minimo''.
lsa/rf/rob