@®
Publiweb

@®
Publiweb


VOTO: NUCLEARE TROVA PARLAMENTO 'AMICO' CON VITTORIA PDL E USCITA VERDI

E' stato il tema energetico piu' settimane per sfruttare l'onda lunga del successo elettorale. Il ritorno dell'Italia al nucleare potrebbe essere molto vicino dopo la netta vittoria del PDL che, anche se con toni diversi, ne ha fatto una bandiera del suo programma di politica economica. Ma serve agire subito per non ripetere l'errore compiuto nella precedente legislatura quando la scelta ''caduta dall'alto'' del deposito nucleare di Scanzano Ionico, in un momento in cui l'esecutivo era gia' logorato da tre anni di governo, scateno' reazioni cosi' forti da sconsigliarne la realizzazione.
Oggi, invece, i record del petrolio, gli aumenti delle bollette degli italiani, un dibattito mai cosi' franco tra le forze politiche e, non ultima, l'uscita dal Parlamento di Verdi e sinistra radicale, hanno posto le basi per poter seriamente pensare che il treno giusto stia passando.
Solo quattro giorni prima del voto, Silvio Berlusconi in un'intervista ha ricordato che l'Italia ''era all'avanguardia, avevamo due centrali pronte, siamo gli eredi di chi ha inventato la produzione di energia nucleare, Enrico Fermi, e invece ci ritroviamo a comprare l'energia all'estero''.
Ma Berlusconi e' stato ancora piu' chiaro la scorsa settimana a Vicenza quando ha detto senza mezzi termini che ''dobbiamo riprendere la via del nuclare''.
E anche se il programma del PDL prevede solo la ''partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione'', cosa che peraltro l'Italia gia' fa, non si puo' dimenticare che nel passato Parlamento e' stato avviato l'iter di un provvedimento di legge per la riapertura del nucleare firmato da Adolfo Urso, uno dei piu' accaniti sostenitori del ritorno atomo nel centrodestra. Non solo, ma a ridosso del voto abbiamo assistito ad una polemica tra lo stesso Urso e il ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, su un presunto piano del centrodestra, ormai in stato avanzato, per la realizzazione di diverse centrali. Il Ministro ha addirittura reso noti i siti: Monfalcone (Go); Chioggia (Pd); Ravenna; Caorso (Pc); Trino (Vc); Fossano (Cn); Scarlino (Gr); San Benedetto (Ap); Latina; Termoli (Cb); Garigliano (Ce); Mola (Ba); Scanzano Ionico (Mt); Palma (Ag); Oristano. Ma le polemiche feroci viste prima del voto da parte della sinistra radicale, Verdi in testa, contro la possibilita' di un nuovo programma nucleare non avranno effetto sul Parlamento vista la loro debacle elettorale. Resta da vedere quale sara' l'atteggiamento del PD e se questo potra' essere uno dei temi della collaborazione per le riforme per la quale sembra esserci la disponibilita' dei due principali schieramenti.
Anche perche' il programma del PD avanza questa possibilita' quando dice che ''l'Italia deve impegnarsi sulle tecnologie di punta: che si tratti del 'carbone pulito', del metano, delle biomasse o dell'idrogeno e anche del nucleare di quarta generazione, ovvero quello a sicurezza intrinseca e con la risoluzione del problema delle scorie''.
Il pericolo piu' concreto e' che una scelta del genere, che richiede circa otto-dieci anni per vedere il primo Kw/h prodotto, finisca per tornare ad essere un tema di polemica da convegno.
Perche', nucleare o no, e' interesse di tutto il Paese sapere come produrra' energia tra dieci-venti anni per poter fare subito le scelte strategiche.
fgl/mcc/ss