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VOTO: AVVENIRE, ORA NUOVA STAGIONE.
DA UDC PICCOLO GRANDE MIRACOLO


L'Udc non sara' ''determinante'' ma idea del riformismo e della moderazione''; mentre la scomparsa della Sinistra Arcobaleno ''induce nuovamente a riflettere a proposito dell'eccesso di ruolo e del potente condizionamento esercitato da quest'area sulle scelte (e sulle non scelte) politiche e programmatiche del vecchio centrosinistra'': sono questi i due elementi del voto che risaltano nell'editoriale di prima pagina di ''Avvenire'', firmato dal vicedirettore Marco Tarquinio.
Si apre ora, scrive Tarquinio, ''una stagione diversa e nuova rispetto alla troppo lunga fase della lotta permanente tra maggioranze d'assalto e opposizioni a prescindere''. Il quotidiano della Cei parla di risultati ''quasi subito piuttosto chiari e fortemente connotati in senso bipolare e, quasi, bipartitico''.
''Hanno vinto Silvio Berlusconi e il suo Popolo della Liberta', alleato con la Lega'', mentre il Pd di Walter Veltroni e' riuscito nell'intento ''di dare corpo a uno dei perni del rinnovamento sistema bipolare'', ma ''ha mancato non solo l'annunciata 'grande rimonta' ma anche il raggiungimento di quella soglia del 35% che il leader aveva indicato ai suoi come premio di consolazione e taglia-polemiche''. ''Avvenire'' accenna anche alle affermazioni 'parallele' di Lega e Italia dei Valori, ''che si sono dimostrati effettivamente capaci di intercettare i sentimenti di proteta presenti in una fetta niente affatto trascurabile dell'elettorato italiano''. A Casini e all'Udc, che non sono riusciti a diventare ''determinanti'' ma che hanno compiuto ''il piccolo grande miracolo'' di sopravvivere, tocca adesso ''un ruolo inedito per la politica italiana, quello di 'un'opposizione costruttiva'''.
''Ottenere percentuali di consenso di tutto rispetto - scrive Avvenire - porta l'Udc a essere l'unica formazione 'autonoma' in grando din conquistare seggi in un Parlamento monopolizzato dai due schieramenti maggiori''. Infine, se ''Avvenire'' commenta con sostanziale fair play la debacle della Sinistra, non risparmia nulla invece ai Socialisti di Enrico Boselli: a loro dedica un editoriale a parte, firmato da Francesco Riccardi col titolo ''Il Paese non si riconosce nell'estremismo laicista''.
''Nella loro campagna - scrive - erano arrivati a scomodare Gesu' 'come primo socialista'.
Ma neppure un miracolo poteva salvarli da loro stessi.
Dai manifesti elettorali, il Ps grondava indignazione per la (presunta) ingerenza della Chiesa nella vita politica: una percezione che evidentemente gli italiani non hanno, non avvertono''. asp/cam/lv