TIBET: PER ESPERTO DIFFICILE CHE PROTESTE CRESCANO COME IN BIRMANIA
Gli scontri in atto a Lhasa, capitale
''difficilmente potranno portare a un movimento sul modello
di quanto accaduto in Birmania'', dove la protesta dei monaci
si era fusa con quella dei semplici cittadini che chiedevano
maggiore democrazia''.
E' l'opinione di Francesco
Pistocchini, esperto di Cina della rivista internazionale dei
gesuiti ''Popoli''.
''Da quanto ho potuto capire, questi scontri sono il
frutto del convergere di una serie di fattori sia contingenti
che profondi.
In primo luogo - spiega all'Asca Pistocchini -
bisogna tenere conto che mancano pochi mesi alle Olimpiadi, e
con l'attenzione internazionale rivolta alla Cina e'
interesse dei tibetani cercare di concentrare gli occhi
sull'occupazione della loro terra''.
Ma le manifestazioni di protesta dei monaci, aggiunge
ancora il giornalista, ''sono anche collegate all'arresto,
qualche mese fa, di alcuni monaci che avevano festeggiato il
conferimento al Dalai Lama della Medaglia del Congresso
statunitense.
Le ultime proteste, infatti, erano cominciate
gia' lunedi' con la richiesta di liberazione dei monaci
arrestati''.
E dall'altra parte del confine, in India, alcuni
tibetani in esilio hanno organizzato in questi giorni ''una
marcia di protesta verso il confine, che e' stata pero'
bloccata dalla polizia indiana''.
''Va notato - prosegue nel sua analisi Pistocchini - che
negli ultimi mesi alcuni tibetani avevano espresso scontento
verso la linea 'pacifista' del Dalai Lama che, ad esempio,
aveva accolto con favore le Olimpiadi in Cina.
Oggi, pero',
dopo questi scontri, il Dalai Lama ha pronunciato parole piu'
dure''.
Quanto ai possibili sbocchi della protesta, per il notista
dei 'Popoli' e' importante che i monaci siano ''estremamente
prudenti''.
''Il governo in questo momento gode di un certo
prestigio, sia per i successi economici sia per
l'effetto-Olimpiadi, che sono come una vetrina del successo
del Paese.
Attaccarlo troppo puo' essere percepito come
antipatriottismo.
Difficilmente, ad ogni modo, ci sara' una
fusione con le proteste di altri gruppi religiosi o di quei
cinesi che vorrebbero piu' democrazia in Cina''.
asp/mcc/alf