TIBET: LHASA SCONVOLTA DALLA VIOLENZA DOPO LE PROTESTE DEI MONACI
Spari, auto in fiamme, negozi
morti.
Vittima della violenza esplosa in seguito al 49esimo
anniversario della rivolta contro il dominio cinese e' la
capitale tibetana che si trova a 3650 metri di altitudine
nella valle del Kyi Chu.
Erano piu' di vent'anni che scene
simili non si vedevano nella citta' simbolo del buddhismo.
Eppure oggi, quinto giorno delle manifestazioni condotte dai
monaci tibetani, colonne di manifestanti hanno continuato ad
urlare la loro disapprovazione verso Pechino in vista dei
giochi Olimpici di agosto.
E mentre le notizie sugli arresti, i feriti, gli spari,
gli incendi e le vittime continuano a susseguirsi
inesorabilmente, fioccano le dichiarazioni di dissenso e
preoccupazione da parte della comunita' internazionale,
profondamente colpita da queste ultime ore di caos nella
capitale del Tibet.
Tra questi anche la Casa Bianca che,
attraverso il portavoce Gordon Johndroe, ha lanciato un
monito:''Pechino deve rispettare la cultutra tibetana ed
instaurare un dialogo con il Dalai Lama''.
Anche il leader spirituale, in esilio dal '59, ha espresso
''profonda preoccupazione'' e ha invitato la polizia cinese a
fermare l'uso della forza per reprimere le proteste.
La marcia dei monaci buddhisti, che ricorda fortemente
quanto successo in Myanmar, e' iniziata lunedi' in Tibet, in
India e in Nepal.
Diverse volte, in questi ultimi giorni, la
polizia cinese ha bloccato le proteste arrestando un numero
ancora imprecisato di monaci e civili.
Gas lacrimogeni e
spari d'avvertimento, e non solo, sembrano comunque non aver
arrestato la voglia di gridare al mondo lo stallo in cui si
trova la regione himalayana in vista delle tanto attese
olimpiadi finite al centro di una disputa tutt'altro che
sportiva.
Oggi l'ambasciata americana di Lhasa ha raccolto diverse
testimonianze di cittadini americani che hanno udito il
fragore delle sparatorie per le strade della citta'.
Anche la
Xinhua, agenzia di Stato cinese, ha confermato il divampare
di diversi incendi nella capitale tibetana.
Fonti ospedaliere
hanno invece riferito di aver ricevuto almeno una decina di
feriti.
Numero che potrebbe salire, visto che una delle
infermiere dell'Ospedale del Popolo ha spiegato di aver
ricevuto ordine dal governo di non poter fornire alcun
dettaglio sui feriti.
L'International Campaign for Tibet, organizzazione
umanitaria che si occupa dei diritti umani e delle liberta'
democratiche per i tibetani, ha riferito durante la giornata
che uno degli incendi divampati a Lhasa e' avvenuto in
particolare nel mercato Tromsikhang, nella Barkor Street,
strada che affianca il tempio di Jokhang ritenuto uno dei
luoghi sacri dai buddhisti tibetani.
(Piu'Europa).
red