SALARI: CSC, OCCORRE RILANCIARE CRESCITA ANCHE AGENDO SU CUNEO FISCALE
Meno cuneo, piu' crescita. E' la
ampi tra i Paesi Ocse, anche dopo le diminuzioni varate con
le ultime tre leggi finanziarie.
Per un lavoratore single -
si legge in una nota -, il tax wedge totale, comprensivo
dell'aliquota Irap, si colloca al 48,4% del costo del lavoro
(prima delle manovre 2007 e 2008 era al 50,2%): e' allineato
a quelli di Austria e Francia, inferiore solo a quelli di
Belgio, Germania e Ungheria, superiore e di molti punti a
quelli delle altre economie industrializzate''.
Il taglio del cuneo effettuato da questo governo si e'
tradotto in un beneficio molto contenuto per i lavoratori
dipendenti: 209 euro l'anno (16 euro per ogni mensilita') di
cui una larga parte e' stata poi erosa dall'aumento delle
imposte locali.
Per essere efficace e visibile un ulteriore
intervento sull'Irpef, secondo il Csc, dovrebbe essere
concentrato nell'erogazione (una tranche annuale) e riservato
al lavoro dipendente sotto forma di detrazione come
riconoscimento dei costi di produzione del reddito.
Anche in questo modo, tuttavia, l'incremento delle
retribuzioni nette sarebbe di breve respiro: l'unica via per
ottenere un costante miglioramento del potere d'acquisto
delle buste paga e' quindi il rilancio della crescita.
E il taglio del cuneo fiscale, se opportunamente disegnato
a incentivo dei guadagni di produttivita', puo' agire in
questo senso.
com-lus/mcc/alf