PRODI: DA BRUXELLES LASCIA CON UN PO' DI RIMPIANTO UN'ITALIA RISANATA
L'impegno era quello di parlare
polemiche in evidente chiave elettorale.
Ma vuoi il luogo -
Bruxelles e il Consiglio europeo, che tanto hanno significato
per il Professore - e vuoi ancora una volta lui, il Cavaliere
- che ieri ha fatto affermazioni sicuramente indigeribili per
il premier - la misura si e' improvvisamente colmata e la
conferenza stampa convocata (come accade spesso) per
illustrare l'andamento del vertice europeo dopo la prima
giornata di lavori si e' trasformata nell'occasione per fare
un bilancio dell'attivita' e per duellare ancora una volta
con Berlusconi.
Un Prodi che non ti aspetti, in conferenza stampa ieri
sera.
Dove e' finito l'uomo freddo, secco e preciso nelle
risposte? Il personaggio che al termine dell'incontro con i
giornalisti quasi sempre evitava di concedersi ulteriormente
alla stampa, lasciando senza risposte domande accennate,
urlate nella calca che lo accompagnava, lo spingeva
all'uscita, verso la macchina o comunque via dal luogo
dell'incontro? C'e' Silvio Sircana, il suo portavoce, che
dopo oltre mezz'ora di botta e risposta con i giornalisti
tenta di ricordare al premier (sono le 20.30) che sta per
cominciare la cena di lavoro a palazzo Justus Lipsius.
''Ma
che fretta c'e' - replica immediatamente Prodi - non c'e'
motivo di avere fretta.
Andremo per l'amaro...''.
Giornalisti
senza parole, non abituati a questo quasi inedito Prodi.
E
Sircana interdetto.
''Che nostalgia...'', dice fermandosi a parlare con i
giornalisti prima di andare via, in particolare con quelli
che lo seguono sin dai tempi del suo incarico alla presidenza
della Commissione Ue.
Baci, abbracci, atmosfera rilassata.
''Quando mi chiedono della vita quotidiana e della differenza
tra Bruxelles e Roma - dice Prodi sorridendo - e' che il
programma che avevo a Bruxelles si rispettava da mattina a
sera, mentre quello che c'e' a Roma...''.
Insomma, aggiunge,
''in Italia e' un continuo subire di stimoli e, se volete, e'
anche piu' eccitante''.
Quasi non vuole andare via, aspetta
altre domande, meglio se magari sono private e non riguardano
il suo ruolo istituzionale.
La cena formale puo' aspettare.
Ci sara' allora un futuro da presidente del Consiglio
europeo, figura nata con il nuovo Trattato europeo? incalzano
i giornalisti.
''Non si risponde ad eventi impossibili'',
risponde Prodi.
''Ho fatto tanto, ora basta'', dice forse
immaginandosi ancora piu' nonno di quanto non lo sia gia'
oggi, con piu' tempo libero.
E, a scanso di equivoci,
ribadisce che ''non mi candidero' nemmeno alle prossime
elezioni europee, nel 2009''.
E a proposito di elezioni, come
mai, gli viene chiesto, contro di lei Berlusconi ha si'
sempre perso ma lei non e' mai riuscito a concludere la
legislatura, a governare? ''Non lo so, pero' e' un fatto'',
risponde aggiungendo di aver vinto '''due tra le piu'
difficili elezioni''.
Le uniche elezioni, peraltro, ''a cui
abbia partecipato''.
C'e' un po' di rimpianto, nelle parole con le quali il
Presidente del Consiglio ha risposto ai giornalisti in
conferenza stampa.
Rimpianto soprattutto per non aver potuto
completare il processo riformista del suo governo nell'arco
della legislatura.
Prodi fa un bilancio del vertice in corso
ma, soprattutto, fa un bilancio complessivo della sua
esperienza a Palazzo Chigi, difendendo con forza quanto
realizzato in 20 mesi vissuti da premier.
Innanzitutto
rimanda indietro a Berlusconi la sua promessa di abolire
l'Ici.
''Chi lo promette - ricorda - tralascia di dire che
per le categorie piu' deboli, per il 40% dei cittadini la
cosa e' stata gia' fatta''.
Cosi' come rimanda indietro le parole del Cavaliere quando
parla di scarsa crescita e dell'''eredita' pesantissima'' che
verra' lasciata dall'attuale esecutivo.
L'Europa ha dato un
giudizio positivo sul fronte del risanamento dei conti
pubblici, nota Prodi spiegando che ''c'e' stato il
riconoscimento unanime che il nostro governo ha preso in mano
un Paese con una dura procedura di infrazione avviata nel
2005 per deficit eccessivo e in venti mesi ha rimesso questi
conti a posto''.
Il futuro governo ''non avra' questo
problema''.
L'Esecutivo - continua - ha portato il tasso di
disoccupazione al 5-6%, ha ridotto il debito intorno al 104%,
ha sviluppato una politica sociale senza precedenti, ha
avviato una durissima lotta all'evasione fiscale.
Un processo
purtroppo, rileva Prodi, interrotto a causa di un ''sistema
istituzionale molto logoro''.
Ma dopo questa parentesi ''seria'' torna il tempo dei
saluti e delle battute.
I giornalisti insistono:
''Presidente, ma lei per un eventuale futuro incarico a
Bruxelles non avrebbe problemi di casa, ce l'ha gia'!''.
Pronta la risposta di Prodi, con un grande sorriso: ''Adesso
ci sta mio fratello''.
Ma ecco che spunta Sircana alle sue
spalle: ''Ma gia' gli sta dando lo sfratto...''.
fdv