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CONTRATTI:DAMIANO,NON DRAMMATIZZIAMO DIFFICOLTA'-CCNL RESTA FONDAMENTALE

Lo stop del confronto sulla riforma indotta dalla fase elettorale, ''tutti siamo convinti della necessita' di rinnovare l'Accordo del '93, valido negli anni 90 ma oggi superato.
In che modo? Credo con un tavolo di lavoro''.
Ad affermarlo e' il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che conversando con i giornalisti al termine di un convegno dedicato al giuslavorista ucciso dalla Br, Marco Biagi, aggiunge con forza: ''Il contratto nazionale e' e resta fondamentale, e' un elemento di solidarieta' e di omogeneita' di una categoria.
A questo pero' e' giusto aggiungere un secondo livello, un secondo risultato legato alla produttivita' sul territorio.
Le aziende che registrano una produttivita' piu' alta e' giusto che redistribuiscano in parte i maggiori redditi anche ai lavoratori''. ''Dunque - aggiunge il ministro - anche per quanto riguarda i sindacati e' indiscutibile la necessita' di rivedere l'Accordo del '93, fermo restando pero' i suoi due elementi fondamentali, i suoi pilastri: il contratto nazionale che e' mezzo di difesa dall'inflazione e il secondo livello che lega il reddito alla produttivita'''. Damiano ricorda quindi che ''se si vuole innovare l'Accordo del '93 arrivati a un certo punto bisognera' coinvolgere anche il governo, che non puo' limitarsi ad essere l'ufficiale erogatore, pagatore di decisioni altrui. Ne' d'altro canto si puo' immaginare o ipotizzare due diversi modelli contrattuali tra il settore pubblico e quello privato''. ''La strada che abbiamo aperto, che ha avviato questo esecutivo, a cominciare dall'aver resuscitato la concertazione, dovra' essere ripresa ed ampliata dal prossimo governo - ha concluso Damiano - io lo farei se vincessimo le elezioni.
E' una strada che indirettamente da' spazio all'ampliamento della contrattazione decentrata.
Il varco e' aperto, bisogna continuare''. njb/cam/bra