CONFCOMMERCIO: IN 5 ANNI TAGLIARE 5 PUNTI IRPEF E 65 MLD SPESA PUBBLICA
La Confcommercio rilancia
questo risultato non venga neppure raggiunto e la parola
recessione puo' essere tranquillamente pronunciata''.
Secondo
la Confcommercio che a Cernobbio presenta le sue venti tesi
per una legislatura costituente, il 2008 potrebbe anche
chiudersi con un calo dello 0,2%.
A Mariano Bella direttore dell'ufficio studi della
Confcommercio il compito di evidenziare il pessimismo delle
aziende produttrici di beni di investimento, che prevedono
per quest'anno una contrazione dei volumi.
In particolare, si
sottolinea il calo di produttivita' del lavoro (comparato con
quello degli altri paesi) a causa dei mancati investimenti
nel capitale umano e il clima di sfiducia generalizzato
provocato anche dalla percezione dell'inflazione che a
differenza degli anni 70, dove comunque la crescita reale era
del 4%, oggi non si accompagna alla crescita.
Le previsioni
sull'inflazione secondo Confocommercio indicano una base di
partenza del 2,9, un aumento nei prossimi mesi al 3,1 per poi
chiudere l'anno con una media del 2,8 e diminuire nel 2009 al
2,5%.
Tra le soluzioni indicate dall'associazione guidata da
Carlo Sangalli per la prossima legislatura, una riduzione
della spesa pubblica di 65 miliardi in 5 anni, la vendita del
patrimonio pubblico per 30 miliardi tra il 2009 e il 2013, la
liberalizzazione dei servizi pubblici, che consentirebbe un
incremento del pil valutato nell'1%, la riduzione
dell'aliquota Irpef di un punto all'anno per il periodo
2009-2013, l'aliquota secca del 10% su straordinari e premi e
incentivi.
''Nel 2013 - sostiene Bella - potremmo disporre
di 75 miliardi in piu'''.
Secondo Confcommercio con questi
correttivi, la cui tempistica dovrebbe essere osservata
strettamente, il Pil potrebbe tornare a crescere del 2,4% nel
2013, con una pressione fiscale al 40,1% (rispetto al 43
previsto bper il 2008) un rapporto debito pil all'84,5%
(contro 102,4).
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